REGGIO EMILIA - TEREZIN  2016

Partigiano per sempre
REGGIO EMILIA - TEREZIN  2016

27 febbraio

Cancellare le persone

È triste pensare che tutti noi ci lasciamo impressionare dalle azioni compiute dai nazisti soltanto perché queste sono descritte su targhette o sui libri di storia. Dovremmo capire che ciò che loro hanno fatto non va ricordato come un gesto orribile del passato, ma come una premonizione per ogni giorno della nostra vita.

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I fiori

"Vi siete domandati perché alla fine della nostra visita a Terezin ci sia stato dato un fiore? Il fiore rappresenta da sempre la speranza, il futuro, la rinascita. Speranza come il bambino di Terezin che nella poesia "nostalgia della casa" ricorda casa sua come fiore di primavera; futuro come la natura che sopravvive l'uomo e alle sue atrocità; e rinascita come testimonia questa cittadina in cui ci troviamo che è rinata accanto alle sue stesse macerie.

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Parole

Oggi siamo qui in rappresentanza di un gruppo di ragazzi che hanno voluto riportare, attraverso alcune frasi, ricordi e pensieri che rimarranno immersi nella nostra memoria… perché è di questo che si parla.Le Parole che secondo noi possono descrivere meglio l’esperienza sono queste: orrore, privazione, sofferenza, bestialità, repressione e inganno, fondamenti che permeavano i luoghi dell’orrore nazista.

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Mi torna in mente

Eccoci qua. Cinque giorni fa una partenza, un viaggio. Oggi un ritorno. Conoscere i luoghi della violenza, i volti delle vittime e quelli dei carnefici porta a riflettere. Il primo istinto sarebbe quello di rifugiarsi tra le braccia materne, così come da bambina, protetta dagli orrori del mondo. Ma ecco che mi tornano in mente quelle madri e quei bambini di Lidice che non hanno potuto chiudere gli occhi davanti all'orrore nazista, che ha spazzato via le loro vite, così come le loro case.

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Sia pace

 Sia pace per le aurore che verranno,Pace per il ponte, per il vinoPace per le parole che mi fruganoPiù dentro e che dal mio sangue risalgonoLegando terre e amori con l'antico canto,E sia pace per le città all'albaQuando si sveglia il panePace al libro come sigillo d'ariaE pace per le ceneri di questi morti e di questi altri ancora.Pablo Neruda

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Una marea di emozioni

Che cosa è stato il Viaggio della Memoria per noi? Questo Viaggio, fino ad ora, è stato anzitutto una marea di emozioni. Quest’esperienza è formata da tanti momenti: dalla gioia della scoperta di un nuovo paese, alla tristezza del vedere i luoghi dove la violenza era legge, fino all’ammirazione suscitata in noi dalle vicende di donne e di uomini che si sono opposti e sono stati in grado di resistere e combattere.

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Un fiore a Terezin

 La desolazione della città, di questa città che Hitler regalò agli ebrei... Questa porta, questo stabile forse è restato così da allora e chi vi avrà sofferto, vissuto, sarà sopravvissuto? Quali e quanti occhi lo avranno guardato per tre Interminabili anni? Non sono mai stato così tanto attaccato alla vita. 

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Mi sbagliavo

Eccoci qui, tutti insieme, giunti al termine di un percorso che certamente ricorderemo per tutta la vita.Come ci insegna un nostro professore, non si tratta di una gita, ma di un vero e proprio viaggio.Un viaggio nella storia, nel passato, in quegli sbagli che non si possono cancellare, ma è necessario conoscere affinché non si ripetano.Non sempre riusciamo a comprendere il dolore e la sofferenza di chi è perseguitato o è costretto a scappare dalla propria terra perché “diverso”. Ma la domanda che spesso mi pongo è questa: ma diverso da chi?

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Povere anime

In Germania si parla di Sterbehilfe.L'eutanasia: letteralmente “buona morte”. Che cosa c'è di buono nel procurare intenzionalmente la morte di una persona?Oggigiorno il dibattito su questo argomento è assai acceso: c'è chi è fermamente convinto che sia un dovere porre fine alle sofferenze di un individuo con la morte e chi invece non può proprio sopportare il fatto di sprecare un gioiello come la vita, sebbene appartenga ad altri.Ma per un tedesco odierno eutanasia è sinonimo di nazional-socialismo.

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Non si è mai pronti

Ho sempre avuto timore di parlare di questo argomento perché non mi ritenevo ancora pronta per farlo, ma facendo quest'esperienza ho scoperto che in realtà non lo si è mai; tanto vale pertanto tentare con questa consapevolezza.

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