Il mio primo pensiero va ai partigiani, che hanno combattuto per la libertà. La prima volta che a Terezin ho visto la scritta "Arbeit Macht Frei", ho toccato le pareti dei muri con le mani, ed ho provato sgomento. È difficile anche solo immaginare cosa hanno passato i prigionieri lì dentro, con pochi abiti e pochissimi aiuti. Noi abbiamo avuto freddo, ed eravamo belli coperti.
Ho faticato a credere a quello che abbiamo visto a Lidice, è difficile credere che un intero paese sia stato distrutto del tutto.
Non mi aspettavo di provare delle emozioni così forti. Lo slogan del Viaggio è "Il futuro non si cancella". È uno slogan bellissimo, spero che tutto quello che abbiamo visto non venga mai scordato.