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    <title>Primo Turno</title>
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    <title>Videoracconto - La mia visita a Sachsenhausen</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Daniela Ricco, Istituto Scaruffi, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/UMe8Rzz5Prc&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 12 Mar 2014 13:55:04 +0000</pubDate>
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    <title>Ricordare senza chiudere gli occhi</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Olly Fisniku della 4C dell&amp;#039;Istituto Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Cinque giorni, cinque diversi e distinti giorni, che se presi in una situazione normale sono solo cinque giorni, ma durante il Viaggio della Memoria a Berlino quei cinque giorni non sono così banali come possono sembrare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cinque giorni durante il viaggio della memoria ti fanno realmente capire, visitando i luoghi delle atrocità commesse, cosa è successo a tutte quelle persone che le hanno subite. Visitare almeno uno dei tanti, purtroppo, troppi campi di concentramento o lavoro è doloroso, ma doveroso. Per noi giovani è davvero troppo difficile realizzare, poter mettere a fuoco quello che è successo in un così recente passato, anche se così lontano dalle nostre menti.&lt;br /&gt;È difficile poter immaginare che posti simili siano esistiti sulla faccia della terra. Attraverso foto, descrizioni, video, film, libri si ha un&amp;#39;immagine di questi posti diversa da quella che realmente poi si ha quando in un campo ci entri.&lt;br /&gt;È una sensazione terribile di freddo che percepisci quando entri nelle baracche ricostruite, nelle prigioni come quella di Ravensbruck, quella paura che hai persino di toccare i muri, perché hai paura che si sgretolino. Perché pensi che quello sia stato solo un brutto incubo che possa rapidamente svanire, hai davvero paura di chiudere gli occhi in quei posti perché ti tornerebbero alla mente tutte le immagini dei corpi scheletrici, dei bambini, degli uomini, delle donne costretti a subire tutto questo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gli occhi rimangono chiusi finché il cervello non costruisce tutta la storia dei ghetti, dalla deportazione, dal viaggio, all&amp;#39;arrivo ai campi, alle sevizie e infine ai forni crematori, lasciandoti quelle immagini ancor più impresse nella memoria. Forse lo scopo del viaggio non è proprio quello di farci rimanere così impresse queste agghiaccianti immagini, ma succede. E così deve essere. Questo viaggio che si svolge nel presente per rivivere il passato, è un viaggio che arricchisce le menti, ma spezza il cuore.&lt;br /&gt;Arricchisce di conoscenze perché porta in un passato che facciamo diventare presente, ricordandolo perché non diventi un nostro errore futuro. E durante questa esperienza ti tormentano mille quesiti ma quello più spontaneo e immediato è: &amp;quot;Può davvero un uomo prendersi il diritto di uccidere così freddamente e con così tanta indifferenza esseri umani, proprio al pari di se stesso? E se può, chi gli ha ceduto questo così infame diritto?&amp;quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bisogna ricordare ciò che è stato senza chiudere gli occhi: questo non è solo un doveroso &amp;quot;omaggio&amp;quot; alle vittime, ma una presa di coscienza collettiva del fatto che l&amp;#39;uomo è stato capace di questo.&lt;br /&gt;Non è solo la pietà dei morti ad animarlo ma una piena consapevolezza di quello che è accaduto. Ricordiamo perché siamo in grado di farlo, ricordiamo perché quelle persone non possono essere dimenticate finché tutti non ne saranno pienamente consapevoli.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ravensbruck_18.jpg&quot; title=&quot;KZ Ravensbrück - la mostra&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-236--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ravensbruck_18.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;KZ Ravensbrück&quot; title=&quot;KZ Ravensbrück - la mostra&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 27 Feb 2014 14:54:19 +0000</pubDate>
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    <title>Ora tocca a noi ...</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Concetta De Ponte e Andrea Carnevali dell&amp;#039;Istituto Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Questo viaggio ci ha permesso di crescere interiormente e di ampliare così il nostro bagaglio culturale e personale, riguardo l&amp;#39;accaduto. Come dice Primo Levi, &amp;quot;se comprendere è impossibile, crescere è necessario&amp;quot;, perchè fino a quando non si visitano questi luoghi importanti non si può capire il patimento, l&amp;#39;umiliazione, la spersonalizzazione provata nel tempo dai prigionieri e quello che li ha spinti a non parlare per molti anni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Noi personalmente abbiamo provato un senso di smarrimento e angoscia, visitando il campo di concentramento di Ravensbruck vedendo le immagini del lavoro coatto, i forni crematori e la sala delle torture, ma anche a Berlino tra le fredde e grigie pietre del museo dell&amp;#39;olocausto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel tempo molti personaggi importanti hanno cercato di combattere questa battaglia del non dimenticare, e ora tocca a noi giovani cercare di studiare al meglio questa tragedia e di tramandare negli anni, affinché ricordando non si ripetano tragedie di questo tipo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come Istoreco chiede di lasciare un garofano, noi lasciamo questo messaggio che simboleggia il garofano della 4 C del motti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/concetta_andrea.jpg&quot; title=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-235--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/concetta_andrea.jpg&quot; width=&quot;960&quot; height=&quot;720&quot; alt=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; title=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 27 Feb 2014 14:49:28 +0000</pubDate>
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    <title>R-esistere</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Aisha della 5° dell&amp;#039;Istituto Tricolore&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Questo pensiero non è solo mio, ma parlerò in prima persona perché chiunque senta le stesse cose ci si possa riconoscere leggendole:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A Sachsenhausen ho subito sentito un corvo gracchiare e un forte odore sgradevole, ho visto l&amp;#39;erba ed era bianca, giallognola, secca, non di quel bel verde pennarello e soprattutto senza fiori. È come un luogo senza vita dove la vita non potrà più nascere a causa degli orrori commessi. Per questo ho piantato un fiore bianco nel terreno, simbolo di purezza e innocenza. Io, il mio fiore l&amp;#39;ho messo in mezzo alle pietre, dove c&amp;#39;erano i dormitori, ho tolto le pietre, ho piantato il fiore e ho rimesso le pietre intorno per tenerlo su, come simbolo di resistenza. Spero che quel fiore resista come resisterà il ricordo di ciò che è accaduto. Ho piantato il fiore pensando a chi ha sofferto, a chi non è stata riconosciuta alcuna commemorazione, a chi ha lottato per la libertà, a chi non ha mollato un secondo. La Resistenza si crea, si crea insieme. Resistere sempre è ciò che mi ha lasciato questo viaggio. Resistere - Esistere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Ricordate, perché come dissero Fermo Angioletti e Mario Baricchi: &amp;quot;Non essere ricordati è come morire due volte&amp;quot; e come disse Tina Boniburini &amp;quot;Il Vostro ricordo è la loro condanna&amp;quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;La diffidenza porta al disprezzo, il disprezzo porta alla violenza e la violenza alla distruzione&amp;quot; come ci ha detto Salvo al campo di concentramento.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quindi, ricordate, informatevi, scoprite, resistete, e non dimenticate mai nulla di tutto questo. Il futuro non si cancella!&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Intervento alla commemorazione finale del primo viaggio, di fronte al memoriale ai Sinti e Rom uccisi dal nazismo&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/commemorazione_sinti_rom_finale_75.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 450px;&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/commemorazione_sinti_rom_finale_72.jpg&quot; title=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-234--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/commemorazione_sinti_rom_finale_72.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; title=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 27 Feb 2014 14:41:39 +0000</pubDate>
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    <title>Indifferenza e omertà</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Martina e Lucia dell&amp;#039;Istituto Filippo Re/Tricolore, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Siamo sempre stati abituati a vedere una sola persecuzione.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Da oggi ricorderemo anche la seconda:&lt;br /&gt;l&amp;rsquo;indifferenza e l&amp;rsquo;omertà di chi ha cercato di non vedere.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sui libri si parla di ebrei, di partigiani, delle grandi uccisioni di massa, delle leggi ingiuste e abominevoli antisemite, ma nessuno parla delle vite degli uomini sopravvissuti all&amp;rsquo;olocausto che vengono abbandonate, senza essere approfondite.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Durante questo viaggio abbiamo potuto ricordare i fatti guardandoli da un&amp;rsquo;altra prospettiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alla tipografia del terrore abbiamo confrontato la vita degli ebrei dagli anni &amp;rsquo;50 in poi, con quella dei generali tedeschi colpevoli di tante stragi e omicidi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Chi durante la guerra fu deportato e torturato, alla liberazione ha ricevuto un semplice risarcimento in denaro che non ha colmato il vuoto lasciato a chi ha perso i propri cari e a chi sopravvivendo è rimasto per sempre segnato; mentre chi è stato causa del terrore non ha subito alcun processo, o comunque non è stato condannato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È questa la seconda persecuzione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un grazie particolare va alle guide che ci hanno accompagnato in questi giorni.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/conferenza_wannsee_7.jpg&quot; title=&quot;Durante la visita alla Casa della conferenza di Wannsee&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-233--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/conferenza_wannsee_7.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;Casa della conferenza di Wannsee&quot; title=&quot;Durante la visita alla Casa della conferenza di Wannsee&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 27 Feb 2014 14:30:45 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Voglia di capire</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;La classe 4T Tecnico Turistico, Istituto Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 17 febbraio siamo partiti per il Viaggio della Memoria con tanta voglia di capire meglio cosa ha portato l&amp;#39;uomo ad essere crudele e ostile nei confronti di povera gente che non aveva fatto niente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dopo una serie di visite molto interessanti sull&amp;#39;Olocausto, finalmente oggi abbiamo avuto l&amp;#39;occasione di guardare con i nostri occhi cosa davvero significava essere deportati. Cosa che comunque avevamo già capito dalle testimonianze al teatro Ariosto di &lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/2014/preparazione-lezioni-e-testimonianze&quot;&gt;Mirella e Fania&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sicuramente nessuno di noi potrà sentire o provare cosa hanno realmente vissuto queste persone, ma si può solo immaginare l&amp;#39;umiliazione e il dolore che hanno provato in prima persona.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/img_5901_2_0.jpg&quot; title=&quot;Commemorazione dei 330 partecipanti reggiani al primo turno del Viaggio della Memoria presso il monumento dedicato ai Sinti e Rom uccisi dai nazisti&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-226--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/img_5901_2_0.jpg&quot; width=&quot;3721&quot; height=&quot;2685&quot; alt=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; title=&quot;Commemorazione dei 330 partecipanti reggiani al primo turno del Viaggio della Memoria presso il monumento dedicato ai Sinti e Rom uccisi dai nazisti&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 23 Feb 2014 12:34:39 +0000</pubDate>
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    <title>Mi sono piaciute le visite</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Vincenzo Melotti della 4T Tecnico Turistico, Istituto Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Berlino mi ha molto colpito, è piena di monumenti, nonostante la distruzione subita nella seconda guerra mondiale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi sono piaciute le visite guidate, tutte mirate. Ho poi notato i tanti stili diversi di architettura di Berlino, paradossalmente è una città molto aperta, ci sono più immigrati che tedeschi a viverci.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abbiamo visitato la villa della conferenza di Wannsee. È impressionante la tranquillità che si percepisce, pensando a quello che è successo lì dentro, la pianificazione della soluzione finale. C&amp;#39;era una calma impressionante dietro queste persone, e ho l&amp;#39;impressione che anche oggi siano i dominatori.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il campo di Ravesbrück, invece, non mi ha dato un impatto immediato, ma ripensandoci mi ha colpito molto. Dietro la quiete di oggi un tempo c&amp;#39;era questo passato, questo orrore che si compiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi piace molto immaginare le scene passate partendo dai film. E al campo immaginavo un discorso, un singolo momento impattante. E mi sono venute alla mente tante scene con grande tensione emotiva.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/centro_berlino_21.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 450px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 23 Feb 2014 12:27:10 +0000</pubDate>
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    <title>La risposta</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/22-febbraio/la-risposta</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Andrea &amp;amp; Umberto della 4C, Istituto Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Possiamo definire il viaggio della memoria come un insieme di emozioni contrastanti, visto che ogni singola situazione provoca un misto di sentimenti che vanno dall&amp;rsquo;angoscia al senso di interesse, responsabilizzando le nuove generazioni al fine di non dimenticare questi tragici avvenimenti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;esperienza è stata positiva e formativa. L&amp;rsquo;unica cosa che ci chiedevamo era: &amp;ldquo;come può l&amp;rsquo;essere umano aver speso tante energie per organizzare un Male cosi grande?&amp;rdquo; La risposta l&amp;rsquo;abbiamo trovata qua, in questi luoghi affascinanti, ma opprimenti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;ldquo;&lt;em&gt;Agonia senza fine, terribile testimonianza&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Di quanto importi agli dei l&amp;rsquo;orgoglioso nostro seme.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ma nulla rimane fra noi della tua lontana sorella,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Della fanciulla d&amp;rsquo;Olanda murata fra quattro mura&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Che pure scrisse la sua giovinezza senza domani:&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;La sua cenere muta è stata dispersa dal vento,&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;La sua breve vita rinchiusa in un quaderno sgualcito&amp;rdquo;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Primo Levi &lt;/em&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La bambina di Pompei.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ravensbruck_119_0.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 450px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ravensbruck_119_1.jpg&quot; title=&quot;KZ Ravensbrück - il lago&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-224--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ravensbruck_119_1.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;KZ Ravensbrück - il lago&quot; title=&quot;KZ Ravensbrück - il lago&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 23 Feb 2014 12:18:59 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Un silenzio indimenticabile</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/21-febbraio/un-silenzio-indimenticabile</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;La classe 5B, Istituto Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p align=&quot;LEFT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;LEFT&quot;&gt;A distanza di anni, entrando a Ravensbrück si percepisce ancora lo strazio patito da migliaia di persone. Anche se non abbiamo vissuto in prima persona questa vicenda, grazie alle spiegazioni date dalle guide e le visite ai musei siamo riusciti a capire che l&amp;rsquo;uomo in alcune situazioni è capace di atrocità inimmaginabili. Ricorderemo sempre il profondo silenzio percepito nel campo, infatti questo posto all&amp;rsquo;apparenza tranquillo è stato luogo di sofferenze.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/cimg0738_0.jpg&quot; title=&quot;kZ Ravensbrück - il lago&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-223--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/cimg0738_0.jpg&quot; width=&quot;2816&quot; height=&quot;2112&quot; alt=&quot;kZ Ravensbrück - il lago&quot; title=&quot;kZ Ravensbrück - il lago&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field-item odd&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ravensbruck_59_0.jpg&quot; title=&quot;kZ Ravensbrück&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-223--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ravensbruck_59_0.jpg&quot; width=&quot;1200&quot; height=&quot;900&quot; alt=&quot;kZ Ravensbrück&quot; title=&quot;kZ Ravensbrück&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 23 Feb 2014 11:52:00 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Un angoscia che nemmeno riusciamo a capire</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/22-febbraio/un-angoscia-che-nemmeno-riusciamo-capire</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Nabil, Martina Elena, Erika Z, Linda, Ourrraq della 4D, Istituto Professionale Filippo Re, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Ravensbrück ci appare davanti&amp;rdquo; (Lidia Beccaria) come lo scenario di ciò che è stato trapassato dal tempo, dagli eventi, dalla storia dell&amp;rsquo;umanità e delle donne che durante la seconda guerra mondiale sono state strappate dalle loro case e dalla loro vita. Camminando su quei sassi e chiudendo per un attimo gli occhi, nemmeno lontanamente l&amp;rsquo;immaginazione poteva portarci a provare quelle sensazioni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nostro concetto di umanità quasi non ci permette di immedesimarci in quella gente e uscendo da quel campo rimane solo un senso di angoscia che nemmeno capiamo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rimangono però anche le domande:&lt;br /&gt;Come ha potuto l&amp;rsquo;umanità ridursi in questo modo?&lt;br /&gt;Come si riusciva a star fermi, a non far niente e soffrire in solitudine?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Uccidere quelle persone che non erano diverse, semplicemente parlavano una &amp;ldquo;lingua&amp;rdquo; che i nazisti non conoscevano. Donne, uomini che hanno partecipato a questo sterminio di massa, non erano persone, erano quello che l&amp;rsquo;umanità non dovrebbe mai essere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/cimg0745.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 800px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 23 Feb 2014 11:44:46 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>&quot;Prendi posizione&quot;</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/primo-turno/prendi-posizione</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Elisabetta, Dario, Valeria, Virginia, Gaia, Nicole e Ilaria della 5F e 5E, Istituto Tricolore, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Durante la commemorazione conclusiva del nostro Viaggio della Memoria, al memoriale dedicato ai sinti e ai rom perseguitati dal nazismo,&amp;nbsp;noi ragazze e ragazzi delle classi 5&amp;deg; E/F dell&amp;#39;Istituto Tricolore abbiamo letto a turno:&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come possono gli esseri umani agire così brutalmente?&lt;br /&gt;Come e perché il terrore, la paura e il senso di ubbidienza hanno prevalso sulla ragione e la coscienza?&lt;br /&gt;Come si può vivere sapendo di aver strappato e di aver giocato con la vita di altri esseri umani?&lt;br /&gt;Queste e molte altre domande si sono susseguite nella nostra testa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Girando per la città abbiamo trovato qualche risposta per la nostra vita.&lt;br /&gt;Sulla East Side Gallery abbiamo letto queste frasi:&lt;/p&gt;&lt;h4&gt;&amp;quot;many small people who in many small places do many small things that can alter the face of the world.&amp;quot; --- &amp;quot;molte piccole persone che in molti piccoli posti fanno molte piccole cose che possono cambiare la faccia del mondo&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;ho dipinto il muro della vergogna affinché la libertà non sia più vergogna, questo popolo ha scelto la luce dopo anni di inferno dantesco, tieni Berlino, i miei colori e la mia fede di uomo libero!&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Prendi posizione, la neutralità favorisce sempre l&amp;#39;oppressore non la vittima. Il silenzio incoraggia sempre il torturatore mai il torturato!&amp;quot;&lt;/h4&gt;&lt;p&gt;Quest&amp;#39;ultima frase è di Elie Wiesel ed è un invito per ognuno di noi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Grazie a Istoreco dalla 5&amp;deg; F e dalla 5&amp;deg; E dell&amp;#39;Istituto Tricolore&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/finale.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 450px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 23 Feb 2014 11:37:27 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Prima vennero…</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/21-febbraio/prima-vennero</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Concetta De Ponte, Amanda Beneventi, Labinot Berisha della 4C, Istituto Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p align=&quot;CENTER&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Prima vennero&amp;hellip;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;CENTER&quot;&gt;&lt;em&gt;Prima di tutto vennero a prendere gli zingari&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e fui contento, perché rubacchiavano.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poi vennero a prendere gli ebrei&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poi vennero a prendere gli omosessuali,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poi vennero a prendere i comunisti,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e io non dissi niente, perché non ero comunista.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un giorno vennero a prendere me,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;e non c&amp;rsquo;era rimasto nessuno a protestare.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La poesia attribuita a Bertolt Brecht sarebbe in realtà stata composta dal pastore Martin Niemöller (1892-1984), prima sostenitore poi oppositore del nazismo, spedito su ordine di Hitler in persona nel campo di concentramento di Sachsenhausen in seguito ad un sermone antinazista.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 20 Gennaio del 1942 quindici alti funzionari nazisti si riunirono a Wansee nella villa di Reinhard Heydrich, stretto collaboratore di&amp;nbsp;Heinrich Himmler&amp;nbsp;nella&amp;nbsp;Gestapo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In questo incontro, di novanta minuti, decisero la cosiddetta &amp;ldquo;soluzione finale della questione ebraica&amp;rdquo; che prevedeva l&amp;rsquo;eliminazione di undici milioni di ebrei. Iniziò così la costruzione dei campi di sterminio, come ad esempio Auschwitz Birkenau, anche se lo sterminio era già partito nei mesi precedenti mediante le fucilazioni di massa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le fucilazioni comportavano molte conseguenze tra le quali:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;Un elevato costo delle munizioni;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;Rischi di essere &amp;ldquo;paparazzati&amp;rdquo;;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;Un grande impatto mentale, contando il fatto che le SS tedesche erano composte per lo più da soldati giovani, spesso anche con alto livello culturale, che si trovavano ogni giorno da uccidere quelli che loro definivano &amp;ldquo;diversi&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Nella settima pagina del documento redatto dai nazisti a Wannsee è riportata la soluzione che doveva essere attuata:&lt;br /&gt;&amp;ldquo;Adesso, nell&amp;#39;ambito della soluzione finale, gli ebrei dovrebbero essere utilizzati in impieghi lavorativi a est, nei modi più opportuni e con una direzione adeguata. In grandi squadre di lavoro, con separazione dei sessi, gli ebrei in grado di lavorare verranno portati in questi territori per la costruzione di strade, e non vi è dubbio che una gran parte verrà a mancare per decremento naturale&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quindi, come possiamo capire, gli ebrei venivano portati verso est e divisi secondo le loro capacità lavorative, anche se la fine era la stessa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quelli non abili al lavoro venivano direttamente portati nei campi di sterminio come Birkenau, dove venivano spogliati dei loro averi e portati all&amp;rsquo;interno delle camere a gas, che loro pensavano fossero docce.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per restare all&amp;rsquo;esempio di Auschwitz, gli altri venivano portati al campo di lavoro di Monowitz ed ai restanti 45 sottocampi costruiti durante l&amp;rsquo;occupazione tedesca della Polonia. Anche questi prigionieri, sfiniti dal lavoro e dalle condizioni in cui vivevano, molte volte non resistevano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La visita a Wannsee ci ha fatto riflettere, in quanto fa capire come la responsabilità non sia stata di una sola mente malata ma frutto della volontà di molti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come scritto da Primo Levi &amp;ldquo;se comprendere è impossibile, conoscere è fondamentale&amp;rdquo; quindi la visita a Wansee per noi è stata un&amp;rsquo;esperienza che ci ha fatto arricchire la nostra conoscenza su un argomento vasto e ancora tutt&amp;rsquo;oggi inspiegabile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/dscf8506_01.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 450px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 23 Feb 2014 11:20:50 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>La memoria ci rende diversi</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/21-febbraio/la-memoria-ci-rende-diversi</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Olly, Elena,Veronica, Noemi della 4C turistico Motti, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Siamo umani in balia dei sentimenti, e tutto ciò ci rende deboli, controllabili, seviziabili e torturabili.&lt;br /&gt;Ma c&amp;#39;è una parte del nostro cervello, la memoria, che ci distingue dagli animali e ci rende più sensibili a situazioni particolari, rende noi stessi e gli altri capaci di ricordare il passato, il presente e di migliorare il futuro.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ragazze_motti_0.jpg&quot; title=&quot;Zellenblock Ravensbrück&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-217--r-m3l8MK1k&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ragazze_motti_0.jpg&quot; width=&quot;360&quot; height=&quot;480&quot; alt=&quot;Zellenblock Ravensbrück&quot; title=&quot;Zellenblock Ravensbrück&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sat, 22 Feb 2014 13:48:38 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>&quot;Il nostro ricordo è la loro condanna&quot;</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/21-febbraio/il-nostro-ricordo-la-loro-condanna</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Aisha&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Non so bene cosa scrivere, né quali parole usare per cercare di esprimere al meglio quello che ho provato visitando Sachsenhausen e in generale partecipando al Viaggio della Memoria. Desideravo da tanto poterlo fare e finalmente sono qui a Berlino, la capitale, e non mi sembra neanche vero, nemmeno dopo due giorni. Ho letto alcune storie nel libro &amp;ldquo;Perché i vivi non ricordano gli occhi di&amp;hellip;&amp;rdquo; e ci sono state due frasi che mi hanno colpito molto, una della storia di Tina Boniburini, che dice che il nostro ricordo è la loro condanna e l&amp;rsquo;altra di Fermo Angioletti e Mario Baricchi. Questa seconda frase esprime il senso della memoria e cioè che ricordare, ricordarsi anche di chi non è nei libri di storia è un passo in più, un passo in avanti verso un qualcosa. Conoscere è sempre un passo avanti, più conoscenza si ha e più si matura. Se non ci si ricorda di loro è &amp;ldquo;come morire due volte&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/tina_gliocchidi.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 450px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il nostro ricordo è la loro condanna. È una frase che all&amp;rsquo;apparenza può essere cattiva, ma invece è così che deve essere. Dobbiamo ricordare per far sì che non sia stato un atto malvagio da cancellare e basta. È successo e basta e ora tocca a noi evitare che accada di nuovo e dobbiamo partire dalla memoria, ognuno di noi è dotato di essa e bisogna saperla sfruttare. Penso che l&amp;rsquo;essere umano abbia un ottimo potenziale in sé, per quanto macchina fallata sia. Bisogna saper usare nel modo giusto le nostre armi. Ci sono parecchi concetti che sono difficili da spiegare e soprattutto sono troppo soggettivi per poter dare loro una definizione.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ho provato tante volte a cercare di capire, di percepire anche un solo sentimento di quello che hanno dovuto provare i deportati, ma non ci riesco. Riesco solo a capire che sia stato terribile, ma non le emozioni, quelle non posso sentirle. E ho provato tante altre volte a darmi una risposta alla domanda: &amp;ldquo;Perché non si sono ribellati? Erano di più loro, perché non hanno provato a fare qualcosa?&amp;rdquo;. La risposta è logica e angosciante: non avevano più un&amp;rsquo;identità, una dignità, non potevano farlo. Al giorno d&amp;rsquo;oggi siamo abituati bene, stiamo bene e siamo fortunati ad essere nati in questo periodo, noi ci possiamo avvicinare con la mente e con il pensiero alle situazioni avvenute, ma non con il cuore. Almeno, non provando le stesse emozioni loro.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi ricordo di una signora di Roma, Mirella Stanzione, che alla testimonianza disse che una ragazza che era con lei era stata chiamata da un generale delle SS mentre era a &amp;ldquo;lavoro&amp;rdquo; ed era andata lì con tanta paura che alla notizia della madre morta lei tirò un sospiro di sollievo. Ci ho messo due secondi per capire la situazione. Le persone deportate, chi ha sofferto tutto quello che è successo era davvero al limite, sul baratro. Ma non hanno mollato, fino all&amp;rsquo;ultimo delle loro forze loro erano lì che venivano torturati per niente. Non hanno mollato, e come loro anche i partigiani. La Resistenza, un&amp;rsquo;azione che mi ha affascinato parecchio. Mi venivano i brividi a leggere le storie di quei partigiani che dicendo di no e seguendo le loro idee sono andati in contro alla morte. E se penso che oggi una cosa così non è più possibile, perché è cambiato tutto, perché ormai la mentalità si è ambientata allo stile di vita dei giorni nostri e non credo ci siano ancora così tante persone pronte a morire per i loro ideali. Si cerca sempre di evitare la morte ma non la malattia. E dovremmo evitare quella prima di tutto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sat, 22 Feb 2014 13:38:17 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Il fiore  </title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/20-febbraio/il-fiore</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Domenica Oppido della 4A Filippo Re, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Credo che sia difficile spiegare a parole ciò che si prova a fare un&amp;rsquo;esperienza del genere a parole o con una fotografia, però ci si può provare. Al momento della consegna del garofano bianco mi sono incamminata subito facendomi guidare dall&amp;rsquo;istinto; ho lasciato questo fiore sulla riva del lago perché è stato un posto per me toccante, in quanto, centinaia o probabilmente migliaia di donne, dopo la crematura del loro corpo, sono state gettate. Perché questo? Non bastava il modo disumano con cui morivano? Beh il mio fiore va a loro. Loro che non vanno dimenticate!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/img_2947.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 800px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sat, 22 Feb 2014 13:19:17 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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