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    <title>Diario di viaggio</title>
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    <title>Per non dimenticare.</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Rebecca Kimberley Dennison della IIC, Liceo Ariosto, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;Cammino eppure ogni passo è doloroso, straziante; il rumore provocato dai miei passi è insopportabile; guardo a terra e una distesa di facce urlanti mi guarda con occhi vuoti e al tempo stesso pieni di angoscia.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;Cosa fare? Tornare indietro? Eppure la guida ci ha detto di proseguire, di arrivare fino in fondo al corridoio perché solo così avremmo capito. So soltanto che non vedo l&amp;rsquo;ora di uscire da lì, di smettere di calpestare quei visi grandi e piccoli. Vorrei poterli aiutare e liberarmi da quel senso di colpa che mi pervade&amp;hellip;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;Ovunque mi giro tutte quelle bocche aperte sembrano gridarmi: &amp;ldquo;cosa pensi di fare? Non puoi continuare a calpestarci senza ritegno&amp;rdquo;, ma cosa potrei fare d&amp;#39;altronde? Il passato rimane tale e non si può fare nulla per cambiarlo, non posso aiutare quelle persone perché ormai non ci sono più, svanite nel nulla a causa della mente perversa di uomini, che hanno voluto annullare l&amp;rsquo;esistenza di milioni di persone.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/foglie_morte.png&quot; style=&quot;height: 533px; width: 400px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;&lt;em style=&quot;text-align: -webkit-right;&quot;&gt;Foto: &amp;ldquo;Foglie morte&amp;rdquo;, Museo ebraico di Berlino&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;&amp;ldquo;Foglie morte&amp;rdquo; così si chiama la stanza dove sono state disposte queste facce di ferro semi-arruginite, opera dell&amp;rsquo;artista israeliano Menashe Kadishman.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;Ci troviamo all&amp;rsquo;interno del Museo ebraico di Berlino e sembra di essere in un mondo parallelo. Sono pervasa da un&amp;rsquo;ondata di emozioni che non riesco a contenere, eppure pensavo che mi sarei sentita così solo durante la visita al campo di concentramento. Invece, circondata da foto in bianco e nero che mostrano le vicende terribili degli anni dell&amp;rsquo;Olocausto, mi rendo conto del livello di disumanità a cui l&amp;rsquo;uomo si è voluto spingere.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;La maggior parte delle foto e delle storie che si possono leggere riguardano vite di ebrei e lettere in cui la speranza non vuole lasciare spazio alla resa.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;La guida ci fa attraversare lunghi corridoi bianchi e camminando lungo &lt;em&gt;l&amp;rsquo;asse dell&amp;rsquo;Esilio &lt;/em&gt;giungiamo al &lt;em&gt;Giardino dell&amp;rsquo;Esilio&lt;/em&gt;. Oltre alla stanza delle &amp;ldquo;Foglie cadute&amp;rdquo; anche il Giardino dell&amp;rsquo;Esilio mi ha lasciato una sensazione di straniamento e di disagio. Il giardino posto nella superficie esterna del museo è composto da 49 colonne di 6 metri; il visitatore è invitato ha passare tra queste colonne in solitudine e a riconoscere le emozioni che scaturiscono da questa esperienza: paura, smarrimento, mancanza di equilibro e panico &amp;hellip; Libeskind, architetto del museo, ha reso intenzionalmente il luogo tale da destare nello spettatore tutti questi stati d&amp;rsquo;animo facendolo sentire sopraffatto e in una sorta di apnea, di prigione, come se fosse in un grande labirinto in cui la via d&amp;rsquo;uscita è impossibile da raggiungere.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;Altro elemento sconvolgente riguarda tutti gli elementi che disposti attorno a quest&amp;rsquo;installazione hanno un valore simbolico molto vasto: il numero delle colonne serve a ricordare la data di nascita dello Stato di Israele, 1948, e un&amp;rsquo;altra colonna quella centrale rappresenta Berlino e presenta all&amp;rsquo;interno del terreno proveniente da Gerusalemme; gli alberi tutt&amp;rsquo;intorno rappresentano la pace e la speranza di un ritorno in patria. Lo spettatore prova - anche se su scala infinitamente ridotta - le stesse cose che hanno sopportato gli ebrei esiliati e senza più una propria patria.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;L&amp;rsquo;asse&lt;em&gt; della continuità&lt;/em&gt;, che rappresenta il permanere degli ebrei in Germania nonostante l&amp;#39;Olocausto e l&amp;#39;Esilio, è collegato ai due corridoi principali e la sua lunghezza è emblematica del periodo di attesa mista a speranza, paura e angoscia degli ebrei.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;Attraverso l&amp;rsquo;asse della continuità si arriva ad un altro corridoio: &lt;em&gt;l&amp;rsquo;asse dell&amp;rsquo;Olocausto&lt;/em&gt;. Senza dubbio però ciò che più mi ha sconvolto è stata la &lt;em&gt;Torre dell&amp;rsquo;Olocausto&lt;/em&gt;, raggiunta percorrendo proprio quest&amp;rsquo;asse. Si tratta di una stanza la cui porta è molto pesante e spessa, ma una volta dentro tutto il mondo sembra caderti addosso. Questo lo si percepisce non perché ci siano troppi oggetti o ricordi degli ebrei e delle loro sofferenze; al contrario la stanza è vuota, un vuoto rumoroso e assordante più delle lastre di metallo delle &amp;ldquo;Foglie cadute&amp;rdquo;. Un silenzio così forte e così intenso che subito comprendi: qui è dove sono finiti tutti gli ebrei uccisi, calpestati, umiliati e massacrati; dimenticati dall&amp;rsquo;umanità, morti per nulla e nel nulla finiti.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;Libeskind ha voluto essere certo che ciascun visitatore si portasse a casa la consapevolezza di ciò che è accaduto e del dovere che ognuno ha di non dimenticare per non ripetere, per ribellarsi alla disumanità. &amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/facciata_museo_ebraico.png&quot; style=&quot;height: 533px; width: 400px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;JUSTIFY&quot;&gt;&lt;i style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;Foto: Facciata del Museo ebraico di Berlino&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 26 Mar 2014 10:33:57 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Un rumore angosciante</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/08-marzo/un-rumore-angosciante</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Altea Gjergji della 4B, Istituto IIS Nobili, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Obiettivo dell&amp;#39;opera: dare voce alle persone che non hanno più voce e dare la possibilità alle vittime innocenti delle guerre, che sono morte, che non possono più protestare e urlare contro quello che è successo. E noi lo facciamo camminando su oltre diecimila volti/faccine di metallo... e camminandoci sopra il rumore che sentiamo è un rumore forte fastidioso e angosciante, perché appunto quello che sentiamo deve dar l&amp;rsquo;idea del grido delle persone che muoiono continuamente anche oggi nel mondo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/istituto_iis_nobili_classe_4b_moda_viaggio_della_memoria_2014.jpg&quot; style=&quot;width: 600px;&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 13 Mar 2014 15:38:50 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Uccidiamo il male al suo nascere !</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Iacopo Predieri, Istituto Gobetti, Scandiano&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;La triste verità è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai ad essere buone o cattive.&amp;rdquo;&lt;/em&gt; Hannah Arendt&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso del viaggio della memoria non è &amp;quot;ricordare&amp;quot; ma farci capire che abbiamo il dovere di evitare che orrori del genere possano ripetersi e per farlo dobbiamo pensare e ragionare su ciascuno dei nostri gesti. Eliminando l&amp;#39;odio, il pregiudizio, la paura. Per dare vita a un mondo in cui finalmente davvero nessuno si senta inferiore dobbiamo iniziare smettendo di considerare noi stessi superiori.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pensiamo prima di fare qualsiasi cosa, neanche le stesse SS si sentivano colpevoli perché si ritenevano solo &amp;quot;un piccolo ingranaggio di un grande meccanismo&amp;quot;, ma non è così: non siamo ingranaggi, ma persone. E prima di fare qualsiasi cosa dobbiamo pensare davvero se sia giusto o no. Non lasciamo che tutto questo possa riaccadere, uccidiamo il male al suo nascere, tutti noi possiamo e dobbiamo farlo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;h5&gt;&amp;nbsp;&lt;/h5&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/iacopo.jpg&quot; title=&quot;KZ Ravensbrück, forni crematori&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-266-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/iacopo.jpg&quot; width=&quot;752&quot; height=&quot;425&quot; alt=&quot;KZ Ravensbrück, forni crematori&quot; title=&quot;KZ Ravensbrück, forni crematori&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 13 Mar 2014 15:26:41 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Partire dal piccolo per arrivare al grande</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/08-marzo/partire-dal-piccolo-arrivare-al-grande</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Ragazzi della 4F, Liceo Moro, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Per noi della quarta F del Liceo Moro questo percorso è stata un&amp;#39;esperienza intensa. Normalmente è complicato, quasi impossibile, arrivare a comprendere quello che è successo e dopo essere stati a Sachsenausen e nei vari musei abbiamo capito che la lotta di tutte queste persone, la sofferenza, i soprusi subiti e i sacrifici fatti non riusciremo mai ad immaginarli completamente , data la loro enormità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ma anche se non arriveremo mai a capirlo del tutto, questo viaggio è stato utile e significativo, perché adesso anche noi potremo dare una mano a far sì che ciò non accada più, anche con piccole azioni. Queste sono importanti, perché anche le operazioni di sterminio sono partite dal piccolo per arrivare al grande.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Noi giovani non dobbiamo prendere per vero tutto ciò che ci viene detto, ma pensare con la nostra testa, e fare ciò che è giusto, anche se fosse necessario ribellarsi come hanno i ragazzi nostri coetanei della Resistenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/raven.jpg&quot; title=&quot;Monumento presso il KZ Ravensbrück&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-265-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/raven.jpg&quot; width=&quot;720&quot; height=&quot;960&quot; alt=&quot;Monumento presso il KZ Ravensbrück&quot; title=&quot;Monumento presso il KZ Ravensbrück&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 13 Mar 2014 15:16:54 +0000</pubDate>
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    <title>Il potere e la vita</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/01-marzo/il-potere-e-la-vita</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Sonia Rinaldi dell&amp;#039;Istituto Zanelli, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Ci sono cose, eventi, persone, che hanno potere.&lt;br /&gt;Questo viaggio, ha il potere di far riflettere su una cosa meravigliosa che ci è stata donata: la vita.&lt;br /&gt;Ma non la vita come biologicamente intesa, ma la vita come possibilità, come verbo vivere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;I pregiudizi, invece, hanno il potere di distruggere, come insegna sempre questo viaggio.Essi portano ad imprigionare, torturare ed uccidere propri simili, determinando l&amp;#39;uomo guidato da loro come bestia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Bestia che toglie il diritto alla vita ad altri, sottraendo loro dei giorni: giorni che avrebbero potuto essere usati per giocare col proprio&amp;nbsp;figlio, fare una torta con la nonna, ridere con gli amici, fare l&amp;#39;amore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Riflettete: che giorno è oggi?&lt;br /&gt;Il 1&amp;deg; marzo 2014.&lt;br /&gt;E non tornerà mai più la chance di viverlo.&lt;br /&gt;C&amp;#39;è stato un 1&amp;deg; marzo 2013 e ci sarà un 1&amp;deg; marzo 2015... Ma il 1&amp;deg; marzo 2015 è oggi, e oggi va vissuto,&amp;nbsp;poiché&amp;nbsp;abbiamo un&amp;#39;unica possibilità per sfruttarlo appieno e viverlo davvero, dopo che sarà finito&amp;nbsp;non ce ne sarà un altro nell&amp;#39;intera storia dell&amp;#39;umanità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ecco&amp;nbsp;perché&amp;nbsp;questo viaggio è tanto importante: insegna che i pregiudizi ammazzano i giorni.&lt;br /&gt;Che ammazzano la vita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quindi, per coloro che hanno dovuto rinunciare ai loro giorni per noi, dobbiamo vivere.&lt;br /&gt;E farlo in modo migliore.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;(Letto durante la seconda commemorazione, sabato 1 marzo 2014)&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/commemorazione_secondo_turno_58.jpg&quot; title=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-263-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/commemorazione_secondo_turno_58.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; title=&quot;Commemorazione a Berlino&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 12 Mar 2014 14:25:54 +0000</pubDate>
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    <title>Videoracconto - La mia visita a Sachsenhausen</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/22-febbraio/videoracconto-la-mia-visita-sachsenhausen</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Daniela Ricco, Istituto Scaruffi, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;315&quot; src=&quot;//www.youtube.com/embed/UMe8Rzz5Prc&quot; width=&quot;420&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 12 Mar 2014 13:55:04 +0000</pubDate>
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    <title>Camminare dove loro hanno camminato</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/07-marzo/camminare-dove-loro-hanno-camminato</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Alice Vecchi e Benedetta Vannini della 4F, Liceo Moro, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Un fiore per ricordare: appena entrati nel campo di Sachsenhausen ci ha colpito la vista di tantissimi garofani bianchi. E&amp;rsquo; inaspettato ma bello trovare dei fiori in un luogo in cui ha sempre regnato il terrore. Ognuno di noi poteva mettere un fiore nella parte del campo che più l&amp;rsquo;aveva colpito, ma per alcuni è stato difficile scegliere dove posizionarlo, perché destinando un fiore a un preciso luogo o avvenimento, ne trascurava altri. Ma alla fine un fiore era solo il primo passo per cominciare a ricordare e siamo tutti consapevoli che c&amp;rsquo;è ancora tanto da fare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Per noi è stato importantissimo visitare il campo e immergerci completamente in una realtà che ci era semplicemente stata raccontata ma era ancora lontana dalla nostra immaginazione. Crediamo infatti che sia fondamentale per la memoria toccare con mano questi luoghi, perché questo è l&amp;rsquo;unico modo per capire veramente quello che è successo ed evitare che succeda ancora.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ognuno di noi è rimasto turbato provando ad immedesimarsi nelle persone che solo settanta anni fa hanno vissuto nel campo. Camminare dove loro hanno camminato, sedersi dove loro si sono seduti ha suscitato in noi emozioni che mai ci saremmo aspettati.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/le_fondamenta_della_baracca_dove_nellestate_1941_hanno_ucciso_10.000_prigionieri_sovietici_con_un_colpo_alla_nuca.jpg&quot; title=&quot;Fiori al KZ Sachsenhausen&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-260-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/le_fondamenta_della_baracca_dove_nellestate_1941_hanno_ucciso_10.000_prigionieri_sovietici_con_un_colpo_alla_nuca.jpg&quot; width=&quot;1280&quot; height=&quot;960&quot; alt=&quot;Fiori al KZ Sachsenhausen&quot; title=&quot;Fiori al KZ Sachsenhausen&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 23:39:07 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Passo dopo Passo</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/07-marzo/passo-dopo-passo</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Federica Campioli, Rebecca Kimberley Dennison, Lorena Marenghi, 2C Liceo Ariosto, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ariosto1.png&quot; style=&quot;height: 799px; width: 600px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una caligine densa ha pervaso Sachsenhausen stamattina. Silenzio. Sento i miei passi. Il vento. Il freddo punge il mio volto. Con la mente cerco di immaginare ciò che è stato. Assolutamente inumano. Che uomo può decidere della sorte di altri uomini? Mi sembra, in questo luogo, di disturbare qualcuno.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ariosto3.png&quot; style=&quot;height: 450px; width: 600px;&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Jude&lt;/em&gt;, &amp;ldquo;ebreo&amp;rdquo;, questa è solo una delle tante categorie individuate dai nazisti. Incredibile pensare che l&amp;rsquo;uomo si sia spinto a tanto, a distinguere gli uomini con degli stemmi diversi, mossi soltanto dal pregiudizio e dall&amp;rsquo;odio. Ed a stremarli fino a farli morire di stenti, ad ucciderli come se fossero soldatini in un perverso gioco con la precarietà della vita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E pensare che ancora, nel 1992, dopo 47 anni dalla chiusura del campo, alcuni ragazzi tedeschi sono riusciti, fisicamente e psicologicamente, a valicare i confini di Sachsenhausen e ad incendiare le poche testimonianze delle sofferenze dei detenuti. Avrei voluto appoggiare la mia camelia ai piedi della baracca 38, dove si sarebbero esaurite le fiamme dei ricordi. Ho pensato che il candore di un fiore come quello potesse commuovere anche l&amp;rsquo;animo più crudele, come quello dei naziskin. Ma se i cuori di migliaia di poliziotti ed ufficiali SS non si sono commossi davanti agli occhi di uomini come loro, affamati e terrorizzati, allora forse non avremo mai la piena certezza che tutto ciò non possa riaccadere e segnare di nuovo le vite e gli animi di milioni di persone. La mia preoccupazione guarda al futuro, a ciò che aspetta le nuove generazioni, e penso che, a questo punto, il nostro &amp;ldquo;viaggio della memoria&amp;rdquo; sia necessario, quasi imprescindibile, nell&amp;rsquo;educazione di ognuno di noi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ariosto2.png&quot; style=&quot;width: 600px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 23:33:18 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Sachsenhausen</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Giorgia, Eleonora, Beatrice, Gianluca, Carlotta, Federico, Elisa, Arianna, Rebecca, Alessia, Giulia della 2C, Liceo Ariosto, Reggio Emilia - Foto di Carlotta Garilesi&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Dolore, disumanità, terrore, discriminazione, morte, distruzione, vuoto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricordo, riflessione, immedesimazione, crescita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In un&amp;rsquo;atmosfera nebbiosa abbiamo rivissuto le parole taciute per troppo tempo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abbiamo ricostruito col pensiero quelle vite interrotte, calpestate e a lungo dimenticate. Vite che grazie a questa intensa esperienza, tuttavia, riemergono e chiedono di essere ascoltate. E noi oggi lo abbiamo fatto.&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/foto_1_0.jpg&quot; style=&quot;height: 400px; width: 600px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;ldquo;E so una cosa in più &amp;ndash; che l&amp;rsquo;Europa del futuro non può esistere senza commemorare tutti coloro che, incuranti della propria nazionalità, furono uccisi a quel tempo con assoluto disprezzo e odio, che furono torturati fino alla morte, affamati, uccisi nelle camere a gas, inceneriti e impiccati&amp;hellip;&amp;rdquo; &amp;nbsp;Andrzej Szczypiorski&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abbiamo riportato questa frase in quanto rispecchia appieno l&amp;rsquo;atmosfera del campo di concentramento e pone le basi per un&amp;rsquo;Europa che non può dimenticare.&lt;br /&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/foto_2.jpg&quot; style=&quot;width: 600px; height: 400px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 23:23:35 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Museo della Resistenza </title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/07-marzo/museo-della-resistenza</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Ragazzi della Moro, 4A e 4D, Liceo Moro, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;div&gt;- E stato molto interessante, e si sono trovati molto argomenti che solitamente si sentono solo nominare ma non si approfondiscono mai in questo modo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;- E stata molto interessante la oarte sugli ostacoli, dove si é parlato anche di esempi concreti e attuali.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- È interessante discutere di questi argomenti trattando piu delle persone che dei classici fatti storico&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- È stato interessante e formativo discutere di argomenti che possono rivelarsi attuali e vicini a noi, piu di quanto si pensi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Aveva giá partecipato con Istoreco a un progetto sulla Resistenza, ma solo dal punto di vista strettamente italiano, conoscere ora Il Quadrofonie piú Amphore completa l&amp;rsquo;esperienza di allora.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- É stato interessante scoprire come la Resistenza fosse organizzata tra tutte le fasce della popolazione, da uomini a donne, giovani e anziani.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- È stato interessante capire che la resistenza fu organizzata (anche se a livello minore) e in che modo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Mi ha affascinato demarcare la funzione della Resistenza durante la seconda guerra mondiale, e scoprire che non esistevano solamente i nazisti ma anche soldati e non che avevano a cuore il bene e la libertà della patria.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- Esperienza interessante che ci puó aiutare a completare questo Viaggio della Memoria. É stato molto interessante approfondire tematiche di cui prima sapevo poco.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;- É stato interessante approfondire il fatto che la Resistenza si sia svolta in un paese dove nacque l&amp;rsquo;ideale nazista. &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/museoresistenza.jpg&quot; title=&quot;Con Ugo Fazio al Museo della Resistenza tedesca&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-257-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/museoresistenza.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;Con Ugo Fazio al Museo della Resistenza tedesca&quot; title=&quot;Con Ugo Fazio al Museo della Resistenza tedesca&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 23:08:01 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Lebensfunken</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/07-marzo/lebensfunken</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Federico Manzotti, 2C Liceo Spallanzani, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;div&gt;Il ruggito del silenzio&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Soffoca la speranza,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Piega la volontà,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Demolisce l&amp;#39;Amore,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Abbatte ogni umanità,&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Trucida qualsiasi Essenza&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Di ognuno di noi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ricorda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il fuoco&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il tizzone&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La scintilla &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Che&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nessuno Mai ti potrà spegnere.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/sachsenhausen_97.jpg&quot; title=&quot;KZ Sachsenhausen&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-256-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/sachsenhausen_97.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;KZ Sachsenhausen&quot; title=&quot;KZ Sachsenhausen&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 23:01:15 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>È sempre l’uomo che ci sorprende</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/06-marzo/sempre-l-uomo-che-ci-sorprende</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Ragazzi della 4B, Liceo Spallanzani, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Nel 1936 tutto il mondo guardava alla Germania che, uscita sconfitta dal primo conflitto mondiale, si preparava a risollevarsi: nello stesso anno a Berlino si disputarono le undicesime olimpiadi della storia moderna. Attraverso l&amp;rsquo;architettura degli edifici, in particolare in quella dello stadio, Hitler dichiarò guerra, almeno sul piano ideologico, alle principali potenze europee che ostacolavano l&amp;rsquo;espansione della patria nazionalsocialista: Francia e Russia Sovietica. Gli architetti del Reich collocarono l&amp;rsquo;asse dello stadio sulla direzione est-ovest che collega i due Paesi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mentre in città si costruivano nuovi e monumentali edifici simbolo del potere nazista, a poco più di 30 Km veniva inaugurato uno dei primi campi di concentramento: Sachsenhausen che sarebbe servito da modello per i futuri Lagher. In questo campo vennero deportati Ebrei, Sinti, Rom, Omosessuali, nemici politici e ogni genere di criminali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ciò che sorprende è il fatto che le stesse competenze tecniche utilizzate per la costruzione del grandioso complesso olimpico destinato a esaltare la potenza dell&amp;rsquo;uomo, della gioventù Hitleriana, furono contemporaneamente sfruttate per organizzare in modo altrettanto funzionale uno spazio in cui la persona cessava di essere uomo, schiacciata dalla violenza e dall&amp;rsquo;umiliazione.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È sempre l&amp;rsquo;uomo che ci sorprende: celebrato per le sue abilità e le sue conoscenze, capace di sprofondare proprio a causa della sua natura.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;RIGHT&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/img_6080.jpg&quot; title=&quot;Visita al KZ Sachsenhausen&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-255-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/img_6080.jpg&quot; width=&quot;4000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;Visita al KZ Sachsenhausen&quot; title=&quot;Visita al KZ Sachsenhausen&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 15:59:00 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Tanti spunti</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/06-marzo/tanti-spunti</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Ragazzi della 4F, Liceo Moro, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Berlino è una città da interpretare perché ha molti simboli, in ogni angolo c&amp;rsquo;è un qualcosa di nuovo da vedere. È molto interessante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ci sono vari spunti per interpretare Berlino. Ad esempio oggi, 6 marzo, abbiamo visitato il museo della Resistenza tedesca. La resistenza è un gesto di estremo rispetto, che lo storico Ugo Fazio è riuscito a trasmetterci. Ci ha colpito molto quante persone abbiano tentato di opporsi, nonostante fossero consapevoli della difficoltà di questa &amp;ldquo;impresa&amp;rdquo;. Ragazzi molto giovani che provano a sconfiggere UN INTERO STATO, COME LA GERMANIA nazista! Non bisogna essere chissà chi per fare chissà cosa, ma basta la volontà. Fazio ha insistito su questo punto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Abbiamo visitato anche il museo Ebraico dove la nostra guida era una signora gentile, con un bellissimo modo di fare. Era piena di passione e ha fatto al meglio il suo lavoro. Una bella giornata, ma impegnativa. Lei ci ha fatto anche camminare in mezzo ad un labirinto, dove ci siamo resi conto delle difficoltà che gli ebrei costretti alla fuga hanno incontrato.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Domani andremo al campo di concentramento di Sachsenhausen, il primo che tutti noi vedremo. Sarà un&amp;rsquo;esperienza intensa, con mille emozioni, positive e negative.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/sara_savazza_4b_liceo_moro_3.jpg&quot; title=&quot;Monumeno per gli ebrei sterminati d&amp;#039;Europa, Berlino&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-254-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/sara_savazza_4b_liceo_moro_3.jpg&quot; width=&quot;4272&quot; height=&quot;2848&quot; alt=&quot;Monumeno per gli ebrei sterminati d&amp;#039;Europa, Berlino&quot; title=&quot;Monumeno per gli ebrei sterminati d&amp;#039;Europa, Berlino&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 15:55:48 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Qualcosa che non ti aspetti</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/06-marzo/qualcosa-che-non-ti-aspetti</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Sofia Charis Bonilauri e Sara Savazza, 4B Liceo Moro, Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;ldquo;E&amp;rsquo; incredibile come si debba venire così lontano, per rendersi conto che di tanta storia si ricordano soltanto le parti superficiali&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sulla visita al museo della Resistenza tedesca con Ugo Fazio. &amp;ldquo;Un aspetto stimolante della guida è che Ugo Fazio non abbia messo tutto come bianco o nero, ma ci abbia fatto ragionare contestualizzando; così ci ha permesso di distinguere fra le diverse sfumature della Resistenza tedesca&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sul museo ebraico: &amp;ldquo;è qualcosa che non ti aspetti. È assolutamente all&amp;rsquo;avanguardia, ti cattura coinvolgendo tutti i tuoi sensi. Un particolare che colpisce, proprio come nel monumento dell&amp;rsquo;Olocausto, è l&amp;rsquo;essenzialità del museo, nonostante il significato storico che riveste&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ugo_fazio_0.jpg&quot; title=&quot;Con Ugo Fazio al Museo della Resistenza tedesca&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-253-YgLUJLdmEHs&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ugo_fazio_0.jpg&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;667&quot; alt=&quot;Con Ugo Fazio al Museo della Resistenza tedesca&quot; title=&quot;Con Ugo Fazio al Museo della Resistenza tedesca&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 15:51:29 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Due foto - quattro giornate</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/06-marzo/due-foto-quattro-giornate</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Classe 2C del Liceo Ariosto, Reggio Emilia &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Abbiamo scelto due foto significative per esprimere le nostre sensazioni di queste giornate.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/braglia.jpg&quot; style=&quot;width: 400px; height: 560px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Memoriale di Berlino.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ogni stele rappresenta una persona, una vita, una famiglia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Possono sembrare simili, ma sono tutte diverse.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Camminandoci dentro un senso di smarrimento ci pervade.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/braglia_1.jpg&quot; style=&quot;height: 736px; width: 400px;&quot; /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Scalinata museo&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Una lunga scala senza via d&amp;#39;uscita, un percorso interminabile e angosciante.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Rappresenta la storia degli Ebrei nei campi di concentramento: una lunga strada da cui non si può uscire.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Foto: Marta Braglia&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Fri, 07 Mar 2014 15:47:32 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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