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    <title>27 febbraio</title>
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    <title>Cancellare le persone</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Stefano Caiti e Samuele Fedolfi, 5E Istituto Gobetti&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;È triste pensare che tutti noi ci lasciamo impressionare dalle azioni compiute dai nazisti soltanto perché queste sono descritte su targhette o sui libri di storia. Dovremmo capire che ciò che loro hanno fatto non va ricordato come un gesto orribile del passato, ma come una premonizione per ogni giorno della nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le persone uccise dai nazisti, per esempio i &amp;ldquo;malati&amp;rdquo; di Sonnenstein dei quali abbiamo ascoltato le storie, avevano alle spalle una vita, piena di azioni, gesti ed emozioni, e a loro volta hanno cambiato la vita dei loro amici, parenti o conoscenti. Vederli come dei malati a partire dal momento in cui diventa più difficile relazionarsi con loro è come cancellare tutto ciò che hanno creato o contribuito a creare negli anni precedenti ai traumi che hanno subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È come se noi valutassimo le persone soltanto nell&amp;rsquo;attimo in cui ci relazioniamo con loro. Ogni persona invece vive momenti più o meno intensi e felici e questo si riflette sul modo di vivere, perciò è ovvio che non si può giudicare qualcuno solo dal presente, attimo per attimo, perché i legami che si creano con le persone si basano prevalentemente sul passato e il modo in cui vediamo gli altri è influenzato da tutto ciò. Perciò le associazioni e le iniziative che tutelano la memoria di queste persone hanno il difficile compito di restituire loro umanità, quell&amp;rsquo;umanità che era stata loro tolta negli ultimi momenti della loro vita da un&amp;rsquo;ideologia crudele che valutava le vite solo in base a cosa potevano fare di utile per il Reich.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo essere noi a ricordare che ognuno ha un diritto alla vita che non dipende da ciò che è accaduto in passato o da ciò che stiamo vivendo in un particolare momento. Bisogna riuscire a trovare in ciascuno di noi un valore che vada oltre quanto uno può dare e si concentri su quanto uno può essere. Tutti siamo fondamentali per questo mondo, e solo riconoscendolo potremo vivere senza rischiare di vedere qualcuno come una &amp;ldquo;vita indegna di essere vissuta&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/cancellare_persone.jpg&quot; title=&quot;La visita al complesso di Sonnenstein a Pirna&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-518-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/cancellare_persone.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;La visita al complesso di Sonnenstein a Pirna&quot; title=&quot;La visita al complesso di Sonnenstein a Pirna&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 03 Mar 2016 18:46:15 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>I fiori</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/i-fiori</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Classe 5L Liceo Gobetti di Scandiano&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;quot;Vi siete domandati perché alla fine della nostra visita a Terezin ci sia stato dato un fiore? Il fiore rappresenta da sempre la speranza, il futuro, la rinascita. Speranza come il bambino di Terezin che nella poesia &amp;quot;nostalgia della casa&amp;quot; ricorda casa sua come fiore di primavera; futuro come la natura che sopravvive l&amp;#39;uomo e alle sue atrocità; e rinascita come testimonia questa cittadina in cui ci troviamo che è rinata accanto alle sue stesse macerie.&lt;br /&gt;Abbiamo provato per molto tempo a confrontarci per trovare una risposta univoca a questa domanda, rendendoci conto alla fine che la risposta dipende solamente dalla interpretazione che ognuno di noi ha dato a questa esperienza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Ho lasciato il mio fiore sopra una tomba che a differenza delle altre non aveva alcun sassolino, per rappresentare il fatto che nessuno deve essere dimenticato&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Silmara Fraracci&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io ho deciso di posare il mio fiore sul tavolo anatomico, per simboleggiare che il progresso, per quanto possa essere finalizzato a scopi benevoli, non sempre si fonda su principi corretti ed umani&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Francesco Corradini&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io ho posto il mio fiore ai piedi del monumento principale del cimitero ebraico proprio perché così ho avuto la possibilità di stare vicino a tutte le anime lì sepolte allo stesso modo&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Chiara Simonini&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io ho deposto il mio fiore nello stesso luogo della mia compagna ma per un motivo differente: l&amp;#39;ho messo direttamente sul terreno come se crescesse simbolicamente alimentato dallo spirito delle persone defunte&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Mariachiara Della Giustina&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io ho posto il mio fiore sull&amp;#39;albero dei bambini in modo tale da incoraggiare la fioritura. Come se il mio fiore simboleggiasse una seconda possibilità data all&amp;#39;albero&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giulia Casadio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io ho deciso di posare il mio fiore in corrispondenza dei binari perché rappresentano la fine della vita e l&amp;#39;inizio della morte&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Camilla Quanzo&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io ho deciso di porre il mio fiore tra due lapidi molto vicine tra loro che mi hanno dato l&amp;#39;impressione di commemorare due anime molto vicine anche in vita, come due coniugi o due fratelli. Io col mio fiore ho voluto ricongiungere ciò che la morte ha separato&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Carmen Castelluccio&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;quot;Io ho scelto di collocare il mio fiore in un cespuglio di rovi, per simboleggiare una forza che cresce e trova il coraggio di farsi strada in mezzo al dolore&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Annalisa Campani&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;quot;Per me il Garofano bianco rappresenta l&amp;#39;anima di ogni vittima innocente, perciò ho deciso di appoggiarlo verticalmente ai resti dei pali per il filo spinato come se stesse ammirando la libertà che ha tanto desiderato e finalmente ha ottenuto, in quanto i fili sono stati tolti&amp;quot;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Maria Vittoria Rinaldi&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dunque non esiste una risposta migliore o più veritiera rispetto alle altre, ciò che le accomuna tutte è il fatto si essersi sentiti parte di un progetto, continuando a perpetuare la memoria.&lt;br /&gt;Lasceremo questo luogo fisicamente, ma una parte di noi resterà qui assieme ai nostri fiori e allo stesso modo, porteremo il loro ricordo per sempre con noi.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/i_fiori_-_gobetti_2.jpg&quot; title=&quot;Il memoriale di Terezin (foto di Francesco Corradini)&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-512-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/i_fiori_-_gobetti_2.jpg&quot; width=&quot;1600&quot; height=&quot;900&quot; alt=&quot;Il memoriale di Terezin (foto di Francesco Corradini)&quot; title=&quot;Il memoriale di Terezin (foto di Francesco Corradini)&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field-item odd&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/i_fiori_-_gobetti_1.jpg&quot; title=&quot;I bambini di Lidice (foto di Mariachiara Della Giustina)&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-512-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/i_fiori_-_gobetti_1.jpg&quot; width=&quot;853&quot; height=&quot;640&quot; alt=&quot;I bambini di Lidice (foto di Mariachiara Della Giustina)&quot; title=&quot;I bambini di Lidice (foto di Mariachiara Della Giustina)&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 02 Mar 2016 18:53:23 +0000</pubDate>
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    <title>Parole</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/parole</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Stefano Sammarini, 4E Istituto Tecnico Russell&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Oggi siamo qui in rappresentanza di un gruppo di ragazzi che hanno voluto riportare, attraverso alcune frasi, ricordi e pensieri che rimarranno immersi nella nostra memoria&amp;hellip; perché è di questo che si parla.&lt;br /&gt;Le Parole che secondo noi possono descrivere meglio l&amp;rsquo;esperienza sono queste: orrore, privazione, sofferenza, bestialità, repressione e inganno, fondamenti che permeavano i luoghi dell&amp;rsquo;orrore nazista.&lt;br /&gt;Ma anche coraggio, rivalsa e volontà, ovvero ciò che ha mosso chi ha voluto opporsi al regime. Altre due parole importanti sono conoscenza e memoria, che abbiamo potuto acquisire e consolidare e che dovrebbero far sì che la storia non si ripeta.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;ultima parola è diversità, quella che si è cercato di sopprimere, nonostante sia l&amp;rsquo;essenza stessa del nostro mondo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/parole.jpg&quot; title=&quot;La visita al campo di concentramento nella fortezza piccola di Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-508-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/parole.jpg&quot; width=&quot;1467&quot; height=&quot;2200&quot; alt=&quot;La visita al campo di concentramento nella fortezza piccola di Terezin&quot; title=&quot;La visita al campo di concentramento nella fortezza piccola di Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Tue, 01 Mar 2016 18:59:42 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Mi torna in mente</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/mi-torna-mente</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Rachele Dvihally&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Eccoci qua. Cinque giorni fa una partenza, un viaggio. Oggi un ritorno. Conoscere i luoghi della violenza, i volti delle vittime e quelli dei carnefici porta a riflettere. Il primo istinto sarebbe quello di rifugiarsi tra le braccia materne, così come da bambina, protetta dagli orrori del mondo. Ma ecco che mi tornano in mente quelle madri e quei bambini di Lidice che non hanno potuto chiudere gli occhi davanti all&amp;#39;orrore nazista, che ha spazzato via le loro vite, così come le loro case. Mi torna in mente la poesia di un bambino del ghetto di Terezìn, morto ad Auschwitz prima di compiere 15 anni, che racconta la perdita della sua infanzia dentro le sudicie mura della sua camerata. Mi torna in mente la finestrella nella cripta della chiesa da cui i soldati dell&amp;#39;operazione Anthropoid hanno visto entrare litri e litri d&amp;#39;acqua. L&amp;#39;acqua, sinonimo di vita, così come di morte quando ti trovi 2 metri sotto terra, senza uscite, con le pistole delle SS che ti impediscono di reagire. Sono cresciuta molto, camminando sui resti delle rotaie nella fortezza grande di Terezìn e attraversando l&amp;#39;arco con la scritta &amp;quot;ARBEIT MACHT FREI&amp;quot; nella fortezza piccola. Sono cresciuta troppo per dimenticare quel peso provato uscendo dalla camera a gas in cui 14751 persone, considerate inabili e quindi inutili, sono morte a Pirna e quel sollievo nel conoscere la storia di quei sette eroi dell&amp;#39;operazione Anthropoid hanno dato il via alla fine della guerra. Constatando questa crescita l&amp;#39;unica cosa che posso fare è sopprimere quella naturale voglia di lasciare il passato al passato e alzare la testa. Il passato non è solo passato. Il ricordo degli errori commessi è il primo passo per un futuro migliore.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/mi_torna_in_mente.jpg&quot; title=&quot;I ragazzi del Viaggio davanti al memoriale al forno crematorio di Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-507-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/mi_torna_in_mente.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;867&quot; alt=&quot;I ragazzi del Viaggio davanti al memoriale al forno crematorio di Terezin&quot; title=&quot;I ragazzi del Viaggio davanti al memoriale al forno crematorio di Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Tue, 01 Mar 2016 18:57:11 +0000</pubDate>
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    <title>Sia pace</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Ilaria Bedeschi, 5E Gobetti Liceo Scientifico&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sia pace per le aurore che verranno,&lt;br /&gt;Pace per il ponte, per il vino&lt;br /&gt;Pace per le parole che mi frugano&lt;br /&gt;Più dentro e che dal mio sangue risalgono&lt;br /&gt;Legando terre e amori con l&amp;#39;antico canto,&lt;br /&gt;E sia pace per le città all&amp;#39;alba&lt;br /&gt;Quando si sveglia il pane&lt;br /&gt;Pace al libro come sigillo d&amp;#39;aria&lt;br /&gt;E pace per le ceneri di questi morti e di questi altri ancora.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Pablo Neruda&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ilaria_bedeschi_foto.jpg&quot; title=&quot;Cimitero di Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-506-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ilaria_bedeschi_foto.jpg&quot; width=&quot;3120&quot; height=&quot;4160&quot; alt=&quot;Cimitero di Terezin&quot; title=&quot;Cimitero di Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Tue, 01 Mar 2016 18:53:22 +0000</pubDate>
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    <title>Una marea di emozioni</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/una-marea-di-emozioni</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Classe 4C Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Che cosa è stato il Viaggio della Memoria per noi? Questo Viaggio, fino ad ora, è stato anzitutto una marea di emozioni. Quest&amp;rsquo;esperienza è formata da tanti momenti: dalla gioia della scoperta di un nuovo paese, alla tristezza del vedere i luoghi dove la violenza era legge, fino all&amp;rsquo;ammirazione suscitata in noi dalle vicende di donne e di uomini che si sono opposti e sono stati in grado di resistere e combattere. Il viaggio è stato attimi lieti e risate, ma anche momenti malinconici, infatti lo scopo di quest&amp;rsquo;esperienza è ricordare e non dimenticare, anche se questi ricordi non appartengono a noi come individui, ma sono patrimonio della comunità umana, e noi tutti siamo esseri umani &amp;ndash; anche chi rifiuta questi stessi ricordi.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;obiettivo è ascoltare le storie, provare le stesse emozioni, per far sì che un periodo in apparenza tanto lontano sia in realtà molto vicino a noi. Questa memoria non può essere costituita però da parole vuote, parole dette nel contesto della quotidianità: sarebbe una verniciatura che non resiste alle intemperie, che si sfalda nel tempo, e una memoria che non resiste renderebbe vani tutti gli sforzi e i sacrifici fatti da chi ha lottato credendo fermamente in un futuro migliore. La Memoria si costituisce attraverso le testimonianze che il tempo e gli uomini ci hanno lasciato: le storie raccontate dai sopravvissuti e i luoghi, teatro della Storia. Il Viaggio della Memoria non termina qui e oggi, ma continua per ognuno di noi nella vita che viviamo su questo splendido mondo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/una_marea_di_emozioni.jpg&quot; title=&quot;La visita al campo di concentramento Fortezza Piccola di Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-505-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/una_marea_di_emozioni.jpg&quot; width=&quot;2000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;La visita al campo di concentramento Fortezza Piccola di Terezin&quot; title=&quot;La visita al campo di concentramento Fortezza Piccola di Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 17:38:50 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Un fiore a Terezin</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/un-fiore-terezin</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Paola, Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La desolazione della città, di questa città che Hitler regalò agli ebrei... Questa porta, questo stabile forse è restato così da allora e chi vi avrà sofferto, vissuto, sarà sopravvissuto? Quali e quanti occhi lo avranno guardato per tre Interminabili anni? Non sono mai stato così tanto attaccato alla vita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/un_fiore_a_terezin.jpg&quot; title=&quot;Una vecchia porta di legno nella cittadina di Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-504-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/un_fiore_a_terezin.jpg&quot; width=&quot;1600&quot; height=&quot;898&quot; alt=&quot;Una vecchia porta di legno nella cittadina di Terezin&quot; title=&quot;Una vecchia porta di legno nella cittadina di Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 17:36:31 +0000</pubDate>
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    <title>Mi sbagliavo</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/mi-sbagliavo</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Chiara Prandi -  4G Liceo Aldo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Eccoci qui, tutti insieme, giunti al termine di un percorso che certamente ricorderemo per tutta la vita.&lt;br /&gt;Come ci insegna un nostro professore, non si tratta di una gita, ma di un vero e proprio viaggio.&lt;br /&gt;Un viaggio nella storia, nel passato, in quegli sbagli che non si possono cancellare, ma è necessario conoscere affinché non si ripetano.&lt;br /&gt;Non sempre riusciamo a comprendere il dolore e la sofferenza di chi è perseguitato o è costretto a scappare dalla propria terra perché &amp;ldquo;diverso&amp;rdquo;. Ma la domanda che spesso mi pongo è questa: ma diverso da chi?&lt;br /&gt;Non esiste alcun modello di persona, non ci sono etnie migliori di altre, siamo tutti uomini.&lt;br /&gt;Potermi trovare nei luoghi che avevo visto soltanto nei filmati mi ha coinvolta molto emotivamente.&lt;br /&gt;Tutto quello che leggo nei libri di scuola non è un semplice racconto; uomini, donne, bambini hanno perso la vita per l&amp;rsquo;egoismo e il desiderio di potere di altre persone, se così si possono definire.&lt;br /&gt;Credevo che visitare Terezin non sarebbe stato come visitare un altro campo, ma mi sbagliavo.&lt;br /&gt;Un ghetto &amp;ldquo;modello&amp;rdquo;, da mostrare all&amp;rsquo;occorrenza. Com&amp;rsquo;è possibile che si siano spinti a tanto?&lt;br /&gt;Le testimonianze dei sopravvissuti a questa strage e a quella di Lidice, insieme ai pochi oggetti e documenti ritrovati, sono fondamentali affinché tutto questo non venga dimenticato, in particolare da noi giovani.&lt;br /&gt;Ogni scelta collettiva deriva da una scelta personale; interessiamoci al passato per migliorare il nostro futuro.&lt;br /&gt;Grazie per questa esperienza!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/terezin_4g_liceo_aldo_moro.jpg&quot; title=&quot; I ragazzi davanti alla fortezza piccola di Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-502-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/terezin_4g_liceo_aldo_moro.jpg&quot; width=&quot;744&quot; height=&quot;558&quot; alt=&quot; I ragazzi davanti alla fortezza piccola di Terezin&quot; title=&quot; I ragazzi davanti alla fortezza piccola di Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:57:56 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Povere anime</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/povere-anime</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Classe 4C Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;In Germania si parla di Sterbehilfe.&lt;br /&gt;L&amp;#39;eutanasia: letteralmente &amp;ldquo;buona morte&amp;rdquo;. Che cosa c&amp;#39;è di buono nel procurare intenzionalmente la morte di una persona?&lt;br /&gt;Oggigiorno il dibattito su questo argomento è assai acceso: c&amp;#39;è chi è fermamente convinto che sia un dovere porre fine alle sofferenze di un individuo con la morte e chi invece non può proprio sopportare il fatto di sprecare un gioiello come la vita, sebbene appartenga ad altri.&lt;br /&gt;Ma per un tedesco odierno eutanasia è sinonimo di nazional-socialismo.&lt;br /&gt;Pirna: una cittadina di quasi 40 mila anime della Germania ricordata per le criminali vicende avvenute tra il 1940-41 nel castello di Sonnenstein.&lt;br /&gt;All&amp;#39;epoca interi camion di &amp;ldquo;malati&amp;rdquo; venivano trasportati in questa fortezza, carichi delle speranze dei familiari che sognavano di rivederli tornare guariti. Ciò che avveniva non era però guarigione: i pazienti erano convinti di andare a farsi una doccia, in realtà furono ingannati, poiché ciò che sembrava un bagno era una camera a gas.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si parla tanto di Auschwitz, ma è strano immaginare che questa perfetta macchina di morte sia stata ideata altrove, a Pirna, nel castello di Sonnenstein, non da un gruppo di SS senza scrupoli, ma da un gruppo di medici specializzati nel trattamento delle malattie mentali.&lt;br /&gt;I nostri piedi hanno calpestato lo stesso terreno dove sono state cosparse le ceneri di queste povere anime. I nostri occhi hanno visto ciò che i loro videro per l&amp;#39;ultima volta. Ora ciò che rimane è il silenzio. Chissà cosa udirono loro.&lt;br /&gt;La morte veniva freddamente registrata dai medici, che osservavano le &amp;ldquo;vittime&amp;rdquo; da una piccola finestra di vetro, con l&amp;#39;intento di studiare il loro comportamento. Oggi possiamo solo immaginarcelo visto che le registrazioni sono andate perdute. Forse alcuni se lo aspettavano e non reagirono, forse altri si ribellarono e lottarono fino all&amp;#39;ultimo, aggrappandosi alla vita.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Perché tutto ciò? Come può un uomo guardare in modo così freddo la morte di un altro uomo? Sicuramente qualcuno sapeva, ma ha preferito non parlare, chi al suo posto non l&amp;#39;avrebbe fatto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/testo_4_c.jpg&quot; title=&quot; L&amp;#039;intervento dei ragazzi del Moro alla commemorazione a Lidice (foto di Andrea Mainardi)&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-501-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/testo_4_c.jpg&quot; width=&quot;3000&quot; height=&quot;2000&quot; alt=&quot; L&amp;#039;intervento dei ragazzi del Moro alla commemorazione a Lidice (foto di Andrea Mainardi)&quot; title=&quot; L&amp;#039;intervento dei ragazzi del Moro alla commemorazione a Lidice (foto di Andrea Mainardi)&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:55:34 +0000</pubDate>
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    <title>Non si è mai pronti</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/non-si-mai-pronti</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Sofia Colli, 4D Liceo Ariosto&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Ho sempre avuto timore di parlare di questo argomento perché non mi ritenevo ancora pronta per farlo, ma facendo quest&amp;#39;esperienza ho scoperto che in realtà non lo si è mai; tanto vale pertanto tentare con questa consapevolezza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È stata una riscoperta di una storia sentita tante volte, con sì maniere e modi diversi, ma tutte con lo stesso gusto amaro che rischia, dopo parecchie volte, di diventare insipido. Bisogna vedere i luoghi e sentire lì le parole della storia perché, almeno per la sottoscritta, erano vicende talmente brutali e desteremo che erano estranee alla mia mentalità. Tutt&amp;#39;ora lo sono, ma vedere toccare il terreno, le pareti, i soffitti, è stato come osservare con occhi diversi un vecchio oggetto in soffitta (non dimenticato, semplicemente messo da parte e a volte riutilizzato).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono riuscita a sentire la speranza, l&amp;#39;ansia, l&amp;#39;inquietudine, l&amp;#39;angoscia, il dolore, la morte di tutte queste persone strette in pochi metri quadrati. Mi tremavano le gambe pensando che neanche un secolo fa in quello stesso terreno che io stavo calpestando mi potevo trovare un cadavere, vivente o meno: a Terezin, nella prigione o nel ghetto; a Sonnenstein, nella sala d&amp;#39;attesa o nelle camere a gas (esperienza che non dimenticherò).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Mi ha però soprattutto colpito come la cultura abbia dato vita e speranza a queste persone disperate, come essa sia stata veramente utile per la loro sopravvivenza e salvezza. Spesso ci si chiede a cosa serva studiare la letteratura, l&amp;#39;arte, la musica: a&amp;nbsp;dare umanità, per ricordare che siamo essere umani e che siamo dotati di immaginazione, di una grande e inalienabile fantasia.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/sofia_colli_iv_d_liceo_ariosto.jpg&quot; title=&quot;Il complesso di Sonnenstein e le croci colorate (foto di Andrea Mainardi)&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-500-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/sofia_colli_iv_d_liceo_ariosto.jpg&quot; width=&quot;2000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;Il complesso di Sonnenstein e le croci colorate (foto di Andrea Mainardi)&quot; title=&quot;Il complesso di Sonnenstein e le croci colorate (foto di Andrea Mainardi)&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:53:21 +0000</pubDate>
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    <title>Non hanno ucciso la creatività</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/non-hanno-ucciso-la-creativit</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Roberto Subellati, 4D Istituto Russell Guastalla&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;È ignobile come ogni tipo di libertà e diritto sia stato negato ad un popolo e di come le autorità competenti abbiano fatto finta di non vedere. Hanno soffocato la loro cultura per cercare di non avere a che fare con ribelli armati di conoscenza, quindi del sapere necessario per risvegliare il popolo dal sonno delle loro menti. Purtroppo per i nazisti non è stato possibile uccidere la creatività ed è grazie a questa che oggi, molti prigionieri attraverso le loro opere, disegni e canzoni ci hanno permesso di rivivere le loro storie. La crudeltà umana non ha confini ed è scioccante come un popolo sia stato sterminato per ragioni false e insensate ed è giusto ricordare ciò per evitare che accada di nuovo.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/roberto_subellati_4d_istituto_russell_guastalla.jpg&quot; title=&quot;Gli omaggi floreali di Lidice&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-499-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/roberto_subellati_4d_istituto_russell_guastalla.jpg&quot; width=&quot;2000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;Gli omaggi floreali di Lidice&quot; title=&quot;Gli omaggi floreali di Lidice&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:50:36 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Ricordare serve</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/ricordare-serve</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Claudia Carri, insegnante al Liceo Ariosto&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Qualcuno pensa che non sia più necessario ricordare e che la storia, come diceva - ma provocatoriamente - Montale, non abbia insegnato nulla all&amp;#39;uomo, non abbia insegnato cioè a non uccidere, a non fare più guerre.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Come insegnante non penso che sia così, se è vero che &amp;quot;insegnare&amp;quot; significa &amp;quot;lasciare un segno&amp;quot;, un&amp;#39;impronta e infine anche perché fare storia serve, serve affinché &amp;quot;le grandi e incredibili opere compiute dagli uomini non sbiadiscano nel tempo&amp;quot;, come scriveva Erodoto nel suo proemio alle Guerre Persiane, il grande ricercatore e viaggiatore che - non a caso - è unanimemente ritenuto il &amp;quot;padre della storia&amp;quot;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ricordare_serve.jpg&quot; title=&quot;L&amp;#039;&amp;#039;intervento di Claudia Carri alla commemorazione a Lidice&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-498-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ricordare_serve.jpg&quot; width=&quot;975&quot; height=&quot;1300&quot; alt=&quot;L&amp;#039;&amp;#039;intervento di Claudia Carri alla commemorazione a Lidice&quot; title=&quot;L&amp;#039;&amp;#039;intervento di Claudia Carri alla commemorazione a Lidice&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:49:16 +0000</pubDate>
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    <title>Diritto alla vita</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/diritto-alla-vita</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Milena Ilda Lopopolo, 5E Gobetti Scandiano&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Nel centro di sterminio di Sonnenstein sono state uccise col gas 13700 persone... La più piccola aveva un anno. Quale la loro colpa? Essere portatori di &amp;quot;geni negativi&amp;quot;, avere malattie psichiche, fisiche... o, meglio dire, essere nati? Pensiamo solo a quanti al giorno d&amp;#39;oggi in questa società frenetica soffrono di depressione o si ubriacano, magari anche solo per un periodo difficile della loro vita, sono considerati &amp;quot;mangiatori inutili&amp;quot; o sterminati? Queste sono solo alcune delle categorie entro cui rientravano, secondo la volontà del Reich, quelli che dovevano essere eliminati. Allo stesso modo si devono ricordare gli ebrei e gli oppositori politici deportati nel ghetto di Terezin, per poi essere destinati ai campi di sterminio, alle camere a gas.&lt;br /&gt;Questi, ingannati anch&amp;#39;essi fino alla fine, poiché avevano promesso loro una vita migliore, riuniti in una città ad essi riservata, non hanno avuto la possibilitá di opporsi, in quanto erano una &amp;quot;semplice minoranza&amp;quot;. Voci e vite indegne di essere ascoltate. Dunque fu violato uno dei diritti principali, il diritto alla vita, il primo che deve valere per tutti gli uomini senza distinzione di razza, classe sociale, posizione politica.. Questo, il primo che dovrebbe essere riconosciuto e tutelato prima di tutto dallo Stato. Bisogna che tutti non solo lo difendano, ma ne pretendano il rispetto.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/milena_ilda_lopopolo.jpg&quot; title=&quot;Il memoriale di Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-497-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/milena_ilda_lopopolo.jpg&quot; width=&quot;900&quot; height=&quot;1600&quot; alt=&quot;Il memoriale di Terezin&quot; title=&quot;Il memoriale di Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:45:47 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Tu non sei dio</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/2016/diario-di-viaggio/primo-turno/27-febbraio/tu-non-sei-dio</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Miki Arduini&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Sono qui a Praga ancora per poche ore ormai, all&amp;#39;inizio ero spaventato dalle tredici ore di viaggio in pullman che ci hanno condotto da Reggio Emilia fino a qui. Certo è stato molto difficile riposare con il rumore e le vibrazioni del motore del veicolo in sottofondo, ma molto strategico poiché arrivando stanchi il mattino seguente non abbiamo distrutto niente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Praga è una città bellissima, pulita e molto ordinata tanto che noi italiani, secondo la mia opinione,dovremmo imitarla. Molti complimenti alle guide sempre molto preparate che ci hanno&lt;br /&gt;spiegato ogni dettaglio di ogni singola tappa, a volte con film, a volte con semplici immagini di repertorio a volte con parole in un italiano quasi perfetto. Un grazie speciale a Karel che a&lt;br /&gt;Terezin, in un luogo tragico e carico di tensione e riuscito a farci sorridere esordendo con una semplice domanda: ragazzi facciamo presto qui che dopo viene la parte più importante: il pranzo&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si, in questi spazi così tragici e toccanti che abbiamo visitato sempre sul filo della commozione abbiamo capito a cosa può portare la ragione umana quando viene guidata da idee malvagie,&lt;br /&gt;macabre, crudeli, cruente e strazianti sia per chi le ha vissute che per chi, come me, ieri, si è ritrovato in una stanza bianca di circa sei metri per due dove sono state uccise 14751 persone... si: 14751... fino all&amp;#39;ultimo povero individuo giudicato pazzo da quel sistema stesso che l&amp;#39;ha reso tale.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;ldquo;Gasare&amp;rdquo; così la chiamavano i nazisti la loro opera di purificazione della razza convincendo la gente comune che le persone improduttive sono inutili. Si certo caro nazista ma vedi?! Tu non sei Dio. Non puoi decidere tu per loro. Pensa...potevi essere tu lì dall&amp;#39;altra parte della scrivania ed essere giudicato pazzo da un altro... Comunque non sono grandi numeri questi ma è certamente una notevole quantità...se preferite 14751 persone equivalgono a 8 metri di cenere in altezza...&lt;br /&gt;non oso pensare le altre dimensioni (per chi non facesse lo scientifico come me larghezza e profondità).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alcune idee però hanno prodotto qualcosa di buono: mi sono sentito fiero e orgoglioso quando ho visto quella curva che, il 23 maggio 1942 ha portato alla morte di Reinhard Heidrich capo del&lt;br /&gt;protettorato di Boemia e Moravia o, se preferite, il numero tre del Reich. Quelli sì che erano eroi: quei paracadutisti che, pur non avendo dalla propria parte la fortuna, sono riusciti nella&lt;br /&gt;loro missione di resistenza, svegliando il popolo Boemo e danneggiando il mostro. La rappresaglia, però, in pieno stile SS ( poiché tremendamente distruttiva ed orribile) ha portato alla distruzione di un&amp;#39;intera città... abitanti e alberi compresi. Ora sull&amp;#39; area qui alle mie spalle, di quella città rimane solo questa vallata arricchita solo da qualche solitario monumento immerso in questa immensa distesa d&amp;#39;erba di un verde intenso. Già, il verde, il colore della speranza. Speranza che finalmente si riaccende per queste persone che hanno sofferto così tanto.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quello che porto a casa da questo viaggio è sicuramente un piccolo invito a vivere, come ha sottolineato la testimone Maria Subikova. Vivere questa vita breve cercando di trasformare questo poco tempo che abbiamo in qualcosa di buono, utile per la società. Imparando dai nostri errori, si, nostri perchè anche noi, con la nostra tradizionale indifferenza non ci siamo posti le classiche domande sulle quali ci interroghiamo a scuola 30 ore la settimana.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/miki_arduini_27.02.2016.jpg&quot; title=&quot;L&amp;#039;omaggio floreale a Lidice. (foto di Andrea Mainardi)&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-496-NGMarOMcnk4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/miki_arduini_27.02.2016.jpg&quot; width=&quot;2000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;L&amp;#039;omaggio floreale a Lidice. (foto di Andrea Mainardi)&quot; title=&quot;L&amp;#039;omaggio floreale a Lidice. (foto di Andrea Mainardi)&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:41:45 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Lidice è viva</title>
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     <pubDate>Sun, 28 Feb 2016 10:23:18 +0000</pubDate>
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