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    <title>24 febbraio</title>
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    <title>Il pensiero è ribelle</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Ester Messori e Teresa Talami, 5E Gobetti Scandiano&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;img alt=&quot;&quot; src=&quot;/sites/ilfuturononsicancella.it/files/ester_messori_5_e_gobetti_scandiano.jpg&quot; style=&quot;width: 500px; height: 333px;&quot; /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&amp;ldquo;Il pensiero è ribelle: impossibile impedirgli di correre dove vuole&amp;rdquo;. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;È anche grazie a questa ribellione che Praga adesso è quella che è.&lt;br /&gt;Questo momento rappresenta la libertà di quegli uomini piccoli capaci di grandi azioni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La foto mostra&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &#039;Times New Roman&#039;, serif;&quot;&gt;il monumento ai partigiani cecoslovacchi nella curva dove avvenne l&amp;#39;attentato a Heydrich a Praga.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 25 Feb 2016 14:05:54 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Un piccolo germoglio nel deserto</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Alex Lugli, 4D Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Nei libri di storia, nelle testimonianze, nelle fotografie sbiadite e corrose dal tempo possiamo trovare ogni più piccolo e insignificante dettaglio di una guerra che ha messo in ginocchio un intero popolo, che ha preso in mano un fucile carico d&amp;rsquo;odio, follia, violenza, pregiudizio e ha premuto il grilletto.&lt;br /&gt;Ma dove sono i visi dilaniati dal terrore? Dove posso ascoltare le grida dei bambini mentre assistono alla gelida esecuzione del loro padre, della loro madre, della loro sorella o del loro fratello? Dove posso provare sulla mia stessa pelle il dolore, un dolore che perfora lentamente la carne, un dolore che spinge in profondità fino a raggiungere e demolire anche lo spirito?&lt;br /&gt;Ed è proprio questo il fatto: posso leggere milioni di libri di storia, ascoltare milioni di opinioni e testimonianze, ma per un &amp;ldquo;privilegiato&amp;rdquo; come me, che non ha mai percepito quel dolore, saranno solo parole al vento. Per un ragazzo che non ha mai provato quelle sensazioni sarà impossibile comprendere, e lo stesso vale per ogni essere umano che non abbia provato quel terrore. È questo il motivo per cui, oggi come allora, la gente muore per una bomba, una pallottola, una parola.&lt;br /&gt;È per questo che quando sono andato a chiedere a dei ragazzini delle scuole medie &amp;ldquo;cosa pensate della seconda guerra mondiale?&amp;rdquo; hanno saputo rispondermi solo con parole o frasi fatte che gli sono state inculcate, come: &amp;ldquo;è una cosa brutta&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;È questo il motivo per il quale un soldato preme il grilletto: perché non sa ancora cosa si provi a stare dall&amp;rsquo;altra parte del fucile, e quando lo scoprirà sarà troppo tardi.&lt;br /&gt;Noi diciamo di &amp;ldquo;ricordare&amp;rdquo; per non ripetere gli stessi errori del passato, ma come può un ragazzo come me, che vede ogni giorno in televisione persone uccise a causa di una opinione mal espressa, o uccise dalla fame, uccise dal denaro, dal potere, dal razzismo; credere che questo &amp;ldquo;ricordare&amp;rdquo; stia funzionando?&lt;br /&gt;Troppe domande attanagliano la mia mente e il mio cuore.&lt;br /&gt;Oramai ho riposto poche speranze in questo mondo.&lt;br /&gt;Sforzo più che posso il mio sguardo, ma non riesco a vedere un cambiamento in questo pianeta in rovina, putrido e corrotto. Ho quindi smesso di cercare un miglioramento nell&amp;rsquo;umanità e ho deciso di cercarlo ed imporlo a me stesso.&lt;br /&gt;Forse questo non cambierà il mondo, ma a volte anche un piccolo germoglio nel deserto può fare la differenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/un_piccolo_germoglio_nel_deserto.jpg&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-467-wBKHkD35WaE&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/un_piccolo_germoglio_nel_deserto.jpg&quot; width=&quot;2000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 24 Feb 2016 21:48:31 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Un&#039;offesa</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Michele Arduini, 4D Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;I pensieri di Michele Arduini del Moro per il Viaggio a Praga, dopo le esperienze preparatorie e in particolare l&amp;#39;incontro con Helga Weissova, sopravvissuta a Terezin&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La classe a cui appartengo è stata selezionata per prendere parte al &amp;ldquo;viaggio della memoria&amp;rdquo;, oltre al viaggio stesso abbiamo partecipato e parteciperemo ad una serie di incontri preparatori ed iniziative. Tra quelle svoltesi finora sono rimasto molto colpito dalla mostra di Helga Weissova sia per il titolo stesso con cui ci è stata presentata, ovvero &amp;ldquo;disegna ciò che vedi&amp;rdquo;: invito rivoltole dal padre durante il periodo di prigionia nella città fortezza di Terezin, secondo me, oltre ad essere rivolto alla figlia che ci ha, così, permesso di conoscere la vita, se così si può chiamare, degli ebrei in queste &amp;ldquo;città&amp;rdquo; a loro dedicate, l&amp;rsquo;invito può essere allargato alla società contemporanea abituata a correre veloce sulle cose senza darne molta importanza o rassegnandosi al naturale svolgimento degli eventi. Sia per un particolare disegno che, seppur dalle dimensioni ridotte, mi ha particolarmente colpito: un carro solitamente adibito al trasporto di bare impiegato per consegnare il pane ai risiedenti nella &amp;ldquo;città&amp;rdquo;. Questo disegno mi ha particolarmente indignato e rattristato, poiché consegnare l&amp;rsquo;alimento primo ad un individuo su un carro funebre è sia un&amp;rsquo;offesa alla persona stessa che un presagio del destino di quegli ebrei che di li a poco verranno eliminati in nome di un&amp;rsquo;ideologia.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/unoffesa.jpg&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-465-wBKHkD35WaE&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/unoffesa.jpg&quot; width=&quot;2000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 24 Feb 2016 21:31:13 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Terrificante genialità</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Chiara Ferrari, 4D Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;I pensieri di Chiara Ferrari del Moro per il Viaggio a Praga, dopo le esperienze preparatorie e in particolare l&amp;#39;incontro con Helga Weissova, sopravvissuta a Terezin&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Dalle esperienze fatte in questo periodo tanto è emerso riguardo allo Shoàh.&lt;br /&gt;ciò che mia ha particolarmente colpito è la freddezza, la terrificante genialità con cui i nazisti hanno organizzato il loro piano di sterminio.&lt;br /&gt;Ogni piccola cosa è stata pianificata con precisione è freddezza tale da apparire inconcepibile come l&amp;#39;uomo sia stato capace di mettere in atto un&amp;#39;idea simile, riuscendo per di più a convincere molti della correttezza di tali azioni.&lt;br /&gt;È stato un piano finemente congegnato, senza dubbio, studiato nei minimi dettagli riuscendo a convincere gli ebrei a non ribellarsi troppo, privandoli a poco a poco delle loro libertà, riscendo persino&amp;nbsp; a portali all&amp;#39;interno dei ghetti con il loro stesso consenso, con la promessa di un luogo in cui avrebbero potuto riorganizzare la propria vita, poiché portarli immediatamente nei campi di sterminio avrebbe sicuramente scatenato ribellioni tre gli ebrei ed il resto della popolazione.&lt;br /&gt;In questo modo i nazisti hanno creato una quasi perfetta macchina di distruzione di massa, fermatasi solo con la fine della guerra.&lt;br /&gt;Oltre a tutto ciò gli ebrei prima di essere eliminati venivano sfruttati e fatti lavorare allo stremo in condizioni inumane.&lt;br /&gt;Tutto era organizzato, e non solo l&amp;#39;eliminazione degli ebrei ma anche il loro sfruttamento,nulla era lasciato al caso, ed è proprio questa la cosa più terrificante, il modo così freddo e calcolato in cui tutto ciò è stato organizzato.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/terrificante_genialita.jpg&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-464-wBKHkD35WaE&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/terrificante_genialita.jpg&quot; width=&quot;2000&quot; height=&quot;3000&quot; alt=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 24 Feb 2016 21:20:06 +0000</pubDate>
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    <title>Un gesto onorevole, applausi meritati</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Giovanni Lombardini, 4D Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;I pensieri di Giovanni Lombardini del Liceo Moro per il Viaggio a Praga, dopo le esperienze preparatorie e in particolare l&amp;#39;incontro con Helga Weissova, sopravvissuta a Terezin&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vorrei partire parlando della mostra che ho trovato molto interessante e formativa, in primis per la testimonianza di Helga e anche per il viaggio. Tra tutti i suoi disegni illustrati nella mostra due mi hanno particolarmente colpito. Il primo riguardava una scena quotidiana nel ghetto di Terezin nelle stanze dove vivevano i bambini. Viene disegnata questa stanza con dei ragazzi attorno ad un tavolo mentre aprono dei pacchi, molto probabilmente spediti dai loro genitori contenenti viveri e utensili. Leggendo nella descrizione ho scoperto che questi pacchi venivano spesso divisi con tutti ma sopratutto nessuno osava toccare, se non, rubare la roba altrui che pensando alle condizioni nelle quali si trovavano è incredibile. Il secondo disegno che mi ha impressionato è quello che raffigura uno dei tanti problemi che c&amp;#39;erano all&amp;#39;interno del ghetto, le malattie. Questo, in particolare, raffigura il problema della diarrea. Helga disegna una donna in bagno mentre cerca di fare i suoi bisogni e allo stesso tempo tiene chiusa la porta per evitare che qualcuno, nelle sue stesse condizioni, entrasse. Ciò che mi ha colpito però è il modo in cui Helga raffigura la scena cioè in modo comico e scherzoso che rispecchia la ricerca ricerca di felicità o soltanto di svago in quei tremendi giorni.&lt;br /&gt;Il giorno successivo siamo andati a teatro ad ascoltare la testimonianza di Helga, che è stata molto gentile a venire fino a Reggio per parlare con noi studenti che parteciperemo al viaggio. Mente raccontava ad un teatro pieno e per il secondo giorno di fila si vedeva la sua determinazione e voglia di dire a tutti la sua storia ma anche la sua stanchezza, giustificata dall&amp;#39;età, e in alcuni passaggi la tristezza del ricordo. Penso che abbia fatto un gesto onorevole a venire qui da noi e che tutti gli applausi finali fossero pienamente meritati.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/un_gesto_onorevole.jpg&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-463-wBKHkD35WaE&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/un_gesto_onorevole.jpg&quot; width=&quot;3000&quot; height=&quot;2000&quot; alt=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; title=&quot;La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 24 Feb 2016 21:16:00 +0000</pubDate>
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    <title>Perché il ricordo continui il viaggio</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Claudia Carri, insegnante al Liceo Ariosto Spallanzani&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Oggi Terezin. Finalmente, dopo averla conosciuta attraverso le parole di Helga, l&amp;#39;abbiamo incontrata. Non è apparsa migliore nonostante il tempo abbia in parte cancellato le tracce del suo recente passato. Una profonda tristezza percorre ancora quel luogo, così terribilmente diverso dal fascino della vicina magica Praga.&lt;br /&gt;E il pensiero va a quanti dalla città d&amp;#39;oro sono stati qui segregati, un non-luogo, una fortezza militare, loro, abituati ad essere nutriti dall&amp;#39;arte di Mucha, dalla musica di Smetana e di Mozart, dalla poesia di Kafka...&lt;br /&gt;Oggi abbiamo deposto i nostri fiori sui binari del treno, perché il loro e il nostro ricordo continui il suo viaggio per molti anni ancora.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/perche_il_ricordo_continui_il_viaggio.jpg&quot; title=&quot;I ragazzi del Viaggio lasciano il loro omaggio floreale a Terezin&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-462-wBKHkD35WaE&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/perche_il_ricordo_continui_il_viaggio.jpg&quot; width=&quot;1600&quot; height=&quot;960&quot; alt=&quot;I ragazzi del Viaggio lasciano il loro omaggio floreale a Terezin&quot; title=&quot;I ragazzi del Viaggio lasciano il loro omaggio floreale a Terezin&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 24 Feb 2016 21:10:41 +0000</pubDate>
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    <title>La forza di Helga</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Rossella Torregrossa, 4D del Liceo Moro&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;em&gt;I pensieri di Rossella Torregrossa del Moro per il Viaggio a Praga, dopo le esperienze preparatorie e in particolare l&amp;#39;incontro con Helga Weissova, sopravvissuta a Terezin&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;La storia raccontata dalla signora Weissova è stata molto interessante. Ascoltare di persona il racconto di una tragedia come quella accaduta ad Helga mi ha permesso di riflettere. Per tutta la durata del racconto non riuscivo a fare altro che chiedermi come sia potuto succedere davvero tutto questo, come degli esseri umani abbiano potuto commettere tali atrocità senza problemi, come nessuno possa essersi accorto di ciò che stava succedendo ma soprattutto come sia possibile che coloro che avevano intuito qualcosa siano stati in grado di far finta che non stesse succedendo nulla, ignorando con consapevolezza che moltissime persone innocenti sarebbero morte solo per la loro religione. Mentre ascoltavo la signora Weissova, la guardavo e riflettevo sul fatto che, se non fosse stato per fortunate coincidenze ed eventi, non avrei mai potuto ascoltare la storia raccontata. Provavo a mettermi nei panni di Helga, cercando di capire cosa si possa provare nei confronti di chi aveva fatto cosi tanto male a lei e alla sua famiglia, ma fallivo poiché è impossibile saperlo, si può solo immaginarlo. Un&amp;rsquo;altra cosa che mi ha colpita particolarmente è stata la forza di Helga, che già da bambina, su consiglio del padre, iniziò a disegnare tutto ciò che vedeva, nonostante le scene che vedeva fossero quelle che più non voleva vedere. Leggendo inoltre in classe un libro in cui si parlava anche della storia di Theresienstadt, mi è rimasto impresso un passo in cui un funzionario della Croce Rossa, dopo aver assistito alla messa in scena organizzata per propaganda, scrive raccontando dell&amp;rsquo;orribile situazione nel campo, sottolineandone la denutrizione dei deportati e la scarsa igiene. Eppure afferma che &amp;ldquo;l&amp;rsquo;organizzazione interna del ghetto, fa tutto ciò che può&amp;rdquo;. Mi è impossibile immaginare come si possano ignorare in questo modo le persone costrette ad una vita così crudele.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/la_forza_di_helga.jpg&quot; title=&quot; La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-461-wBKHkD35WaE&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/la_forza_di_helga.jpg&quot; width=&quot;3000&quot; height=&quot;2000&quot; alt=&quot; La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; title=&quot; La visita al campo di Terezin della 4D del Liceo Moro – Foto di Andrea Mainardi&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 24 Feb 2016 21:04:02 +0000</pubDate>
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    <title>Un esercizio costante</title>
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     <pubDate>Wed, 24 Feb 2016 16:00:40 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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