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    <title>03 marzo</title>
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    <title>Pensieri sparsi</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;5N Istituto Canossa&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Per me è stato significativo il fatto che nei cimiteri ebrei non si usi mettere i soliti fiori ma dei semplici sassolini, ed è stato bello com&amp;rsquo;è venuto istintivamente il volere di farlo anche a me. (FM)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;io penso che in realtà noi uomini di oggi non possiamo percepire sul serio la gravità di ciò che è avvenuto nella seconda guerra mondiale ma credo anche che sia importante visitare quello che è stata la &amp;ldquo;patria&amp;rdquo; per eccellenza di questo disastro per non dimenticare mai e per far si che tutto ciò non avvenga mai più. (s)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/riflessione_f_s_5n_canossa.jpg&quot; title=&quot;Visita al cimitero ebraico di Tarnòw&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-374-18ArFcK5kN4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/riflessione_f_s_5n_canossa.jpg&quot; width=&quot;1280&quot; height=&quot;720&quot; alt=&quot;Visita al cimitero ebraico di Tarnòw&quot; title=&quot;Visita al cimitero ebraico di Tarnòw&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 05 Mar 2015 12:13:20 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Silenzio</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Pietro - 5N Istituto Canossa&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Zbylitowska Gora. Questo è il nome di un comune bosco situato a Tarnow, nel sud della Polonia. Anzi, non è un comune bosco. E&amp;#39; un bosco di faggi longevi, scheletrici, logorati, impassibili. Non vi sono rumori al suo interno, solo silenzio. Quegli alberi paiono non voler dir nulla di loro, della loro vita e di ciò che hanno vissuto. Ma loro hanno visto e sentito tutto.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Hanno sentito parole confuse di uomini spaventati che si trovavano lì mentre uno alla volta venivano giustiziati per una colpa inesistente. Hanno visto i gesti di persone crudeli che indicavano ai loro sottoposti i loro ordini e che fare di quei pover uomini.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Hanno udito le grida, i lamenti e i pianti di tanti, troppi bambini che venivano privati della loro vita e del loro futuro in una maniera mostruosa. Hanno guardato la fine che hanno fatto tutti loro: uomini, bambini, giovani e anziani. Sono tutti morti, sepolti in fosse comuni dove nessuno poteva ritrovarli, riconoscerli, ricordarli. Ma così non è stato.&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;Vengono ricordati, con tombe e monumenti commemorativi. Ma è il bosco che a sorpresa ci lascia la sua testimonianza più importante. Ci ha fatto sentire com&amp;#39;era l&amp;#39;ambiente nel momento dell&amp;#39;atrocità compiuta. Una situazione opprimente: non si vede il cielo, non si vede nessun animale, non si vede oltre qualche decina di metri per quanto gli alberi sono fitti. Non si sentono altri rumori se non quelli che avvengono nelle tue immediate vicinanze. E ora gli alberi tacciono, spaventati da ciò che hanno visto, terrorizzati da ciò che hanno udito. L&amp;#39;unica cosa che rimane è quel silenzio assordante, che cerca quella pace, quella tranquillità perduta in quei momenti di disperati.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/silenzio.jpg&quot; title=&quot;A Zbylitowska Gora&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-372-18ArFcK5kN4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/silenzio.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;975&quot; alt=&quot;A Zbylitowska Gora&quot; title=&quot;A Zbylitowska Gora&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 05 Mar 2015 12:09:31 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Memoria indebolita</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Alessandro Incerti - 4C Liceo Ariosto&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Campo di concentramento di Plaszow&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;erba calpestata racchiude le lacrime degli innocenti, un pilastro le innalza fino al cielo, le conserva per non dimenticare. Ricorda. Labile memento scalfito dall&amp;rsquo;omertà. Palazzi, mondani edifici e negozi di mattoni circondano la collina, luoghi vivi, a soli poche centinaia di metri dal peso di un passato che viene in parte celato. È difficile camminare sull&amp;rsquo;erba di Plaszow, fra il fango nero, quasi sangue rappreso, relitto delle folle di uomini e donne brutalmente uccisi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ancor più difficile è guardarsi intorno, accettare che questo luogo sia circondato dai simboli più profani della civiltà. Non c&amp;rsquo;è silenzio infatti, il dolore non è totalmente percepibile, non è totalmente trasmettibile.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Un ostacolo si erge tra ciò che è accaduto e ciò che bisogna conservare, tra ciò che è ineluttabile provare.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ricorda, ricorda attivamente.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/memoria_indebolita.jpg&quot; title=&quot;Monumento all&amp;#039;ex campo di concentramento Plaszow&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-358-18ArFcK5kN4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/memoria_indebolita.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;867&quot; alt=&quot;Monumento all&amp;#039;ex campo di concentramento Plaszow&quot; title=&quot;Monumento all&amp;#039;ex campo di concentramento Plaszow&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 04 Mar 2015 20:34:40 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Plac Bohaterow Getta</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Prof.ssa Valeria Zini – Liceo Ariosto&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;In questa piazza di un sobborgo desolato di Cracovia, 68 grandi sedie di bronzo disegnano una trama irregolare . Alte e vuote, senza nessuna utilità apparente, suscitano un senso di estraneità e disorientamento. Mi chiedo quale sia il loro senso, quale la loro funzione. Siamo nel cuore del ghetto costruito dai nazisti a Podgorze, il quartiere &amp;quot;sotto la montagna&amp;quot; in cui i 68 000 ebrei di Cracovia sono stati rinchiusi per poi essere inviati al campo di concentramento di Plaszow, o nelle camere della morte di Auschwitz o di Belzec. Del ghetto originario restano oggi solo pochi tratti di mura: blocchi grigi dai profili ondulati come quelli delle lapidi dei cimiteri ebraici.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;68 sedie vuote: 1 per ogni mille ebrei del ghetto. Che cosa evocano delle sedie disposte in ordine sparso? Forse un&amp;#39;attesa paziente, come quella di chi si trova in un ufficio, in un ambulatorio, nell&amp;#39;anticamera di un luogo a cui dovrà presto accedere.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sappiamo come si è conclusa quell&amp;#39;attesa. Dei settantamila ebrei che vivevano a Cracovia, sono rimasti oggi poco più di cento. Capisco ora la ragione di questo vuoto e di questo silenzio. Quello che qui si sperimenta è il senso di un&amp;#39;assenza irrimediabile, per la quale nessun altro segno, nessun&amp;#39;altra parola sarebbero possibili.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/img_2094_01.jpg&quot; title=&quot;Plac Bohaterow Getta - Piazza degli Eroi del Ghetto, Cracovia febbraio 2015&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-356-18ArFcK5kN4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/img_2094_01.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;867&quot; alt=&quot;Plac Bohaterow Getta - Piazza degli Eroi del Ghetto, Cracovia febbraio 2015&quot; title=&quot;Plac Bohaterow Getta - Piazza degli Eroi del Ghetto, Cracovia febbraio 2015&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Tue, 03 Mar 2015 23:18:54 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Brezza di morte</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Prof.ssa Paola Corradini - Istituto Russell, Guastalla&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt;&lt;p&gt;Silenzio, intorno. Cielo grigio, pesante, brezza di morte. Un binario verso un bosco di betulle. Il nulla, tante volte calpestato. Il campo. Un vagone vuoto, serrato, che ha contenuto speranze deluse, inganni per nulla ameni. Stipati, annientati, chiusi alla vita. Terra, terra spoglia, brulla, fangosa, bagnata, mortifera, tremendamente matrigna. Pozzanghere. Acqua limacciosa, torbida come i nostri sguardi. Le punte accuminate del filo spinato. Ogni singola spina come conficcata dentro, negazione, rifiuto della libertà che è vita. Legno, baracche, vuoto, come i buchi di quelle latrine. Latrine comuni, letti comuni, in cui la dignità s&amp;#39;annulla, in cui la morte dell&amp;#39;anima precede quella dei corpi gettati nelle fosse comuni, in cui non si può restare uomini. Fino alle pietre ammassate del Krematorium, la fine senza possibilità di domande. Guardare per credere, senza capire; non piangere per non ricordare solo le proprie lacrime. Fiori bianchi, sul binario, tra le grate del cancello, debolmente incastrati, nudi nella loro fragilità, forti nel loro candore capace di spezzare per un attimo il silenzio. Uno galleggia nell&amp;#39;acqua stagnante, vivo in quell&amp;#39;aria di morte. Di nuovo, per sempre, uomini, nel ricordo fluttuante, delicato come il petalo di un fiore, ma piú duraturo del bronzo di quelle pietre senza nome.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/brezza_di_morte.jpg&quot; title=&quot;Auschwitz 2 - Birkenau&quot; class=&quot;colorbox&quot; rel=&quot;gallery-node-354-18ArFcK5kN4&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/brezza_di_morte.jpg&quot; width=&quot;1300&quot; height=&quot;867&quot; alt=&quot;Auschwitz 2 - Birkenau&quot; title=&quot;Auschwitz 2 - Birkenau&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Tue, 03 Mar 2015 19:26:48 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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