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    <title>Giornalismo</title>
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    <title>Razzismo e steriotipi</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;La seguente riflessione é stato elaborato durente il&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/elaborazione/giornalismo/2013/03/workshop-parole-sporche&quot;&gt;workshop &amp;quot;Parole sporche&amp;quot;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;dagli studenti del Liceo Moro con Lorenzo Guadagnucci ed Andrea Mastrangelo.&lt;/p&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p&gt;Quando si parla di intraprendere il Viaggio della Memoria si entra forse nel capitolo della storia più terribile e crudo.&lt;br /&gt;Anzi, sicuramente.&lt;br /&gt;Questo viaggio non è stato una semplice gita: ci ha fatto capire fino a che punto possono arrivare l&amp;rsquo;odio ed il disprezzo dell&amp;rsquo; uomo.&lt;br /&gt;Odio verso persone &amp;ldquo;diverse&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Abbiamo provato a riflettere sulle cause scatenanti di questo odio; la domanda che ci siamo posti è stata : come si può scivolare dallo stereotipo al razzismo?&lt;br /&gt;Il razzismo. Agli occhi di noi ragazzi apparentemente sembra essere un problema che lentamente si allontana dalla nostra società sempre più multietnica,toccandoci sempre meno. Si tratta forse di ingenuità? Semplice disinformazione?&lt;br /&gt;In realtà in ognuno di noi c&amp;rsquo;è un minimo di diffidenza e paura verso ciò che oggi riteniamo il &amp;ldquo;diverso&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Stereotipi ovunque, alla televisione, sui giornali. Dilagano nei media, apparendo ai nostri occhi come la normalità . Siamo ormai abituati a definire il tedesco alto biondo e mangia wurstel, le donne impedite alla guida, i genovesi tirchi. Tutto è frutto di pregiudizi che non necessariamente vengono partoriti maliziosamente.&lt;br /&gt;Dal pregiudizio all&amp;rsquo;avversione sistematica il passo breve.&lt;br /&gt;Basti pensare ad altri stereotipi di cui siamo in possesso come la definizione che diamo agli immigrati di fuorilegge e criminali.&lt;br /&gt;Questa generalizzazione può spingerci a creare un pensiero distorto della realtà dei fatti (sicuramente non paragonabile all&amp;rsquo;odio conosciuto nella prima metà del &amp;lsquo;900) portandoci a pensare agli &amp;ldquo;altri&amp;rdquo; come gruppi o categorie diversi da noi e non come persone.&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;unico modo per contrastare questo processo è conoscere le persone soggette alla nostra diffidenza scoprendo magari che non tutti sono come noi li pensiamo.&lt;br /&gt;È possibile correggere questi stereotipi? La nostra non è una risposta definitiva: basterebbe impegnarsi a conoscere, ascoltare chi ci sta davanti. In fondo il diverso è davvero diverso? E se anche così fosse , sarebbe sbagliato?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gianluca Bellocchi,&amp;nbsp;Samuele Ferretti,&amp;nbsp;Sabrina Pellacini,&amp;nbsp;Luca Storchi del&amp;nbsp;Liceo Aldo Moro, 4B&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 17 Apr 2013 08:09:15 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>L’informazione e la Discriminazione</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;La seguente riflessione é stato elaborato durente il&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/elaborazione/giornalismo/2013/03/workshop-parole-sporche&quot;&gt;workshop &amp;quot;Parole sporche&amp;quot;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;dagli studenti del Liceo Moro con Lorenzo Guadagnucci ed Andrea Mastrangelo.&lt;/p&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p&gt;Che cos&amp;rsquo;è l&amp;rsquo;informazione? Personalmente penso si possa definire come un più o meno ampio insieme di dati che presi singolarmente non dicono nulla, ma che nella loro totalità forniscono un quadro completo di un accadimento o di un fenomeno. Detto questo, penso sia necessario riconoscere all&amp;rsquo;informazione la sua principale caratteristica, senza la quale il suo stesso significato perde di validità, essa è prima di tutto qualcosa di assolutamente neutro, deve esserlo, altrimenti si parlerebbe di opinione non di informazione. Tuttavia è facile notare come sia decisamente difficile descrivere un avvenimento in modo imparziale, in quanto il semplice accostare un aggettivo ad un sostantivo fornisce una visione di parte, non più la verità, quanto piuttosto un punto di vista che può essere condiviso o meno, frutto di un interpretazione. In considerazione di quanto appena detto, penso che il compito di un giornalista ( in generale di tutti coloro che si occupano della trasmissione di informazioni ), sia quello di riportare i dati nel modo più neutrale possibile, almeno nella descrizione di quanto accaduto non devono essere presenti punti di vista, che porterebbero il lettore a focalizzare la propria attenzione su di un particolare piuttosto che sul quadro d&amp;rsquo;insieme, limitandone così la percezione. L&amp;rsquo;alterazione di una informazione può essere dovuta sia ad omissione che ad eccesso di dati, ed è proprio questo nella maggior parte dei casi che accade, per esempio, parlando di omicidio o furto, i giornali ci forniscono spesso e volentieri troppi dati, o troppo pochi, è davvero necessario sapere tutto quello che ci viene detto? Che il criminale fosse francese, italiano, russo, iraniano, sessantenne, ventenne, musulmano, ebreo, cattolico, rende forse differente il fatto? Personalmente per rispondere a questa domanda penso sia necessario dividere il movente, dall&amp;rsquo;accaduto, perché se magari da un lato questi dati superflui ci portano a dare una seppur parziale giustificazione del fatto, dall&amp;rsquo;altro sempre di crimine si è trattato, non credo infatti si possa affermare che un furto compiuto da un italiano sia diverso dallo stesso fatto compiuto da un egiziano. Classificando come si tende a fare oggi i crimini non in base alla loro gravità, ma in base alla nazionalità di chi li commette, significa che la legge non è più uguale per tutti, significa sostenere che alcuni sono migliori di altri sulla base del fatto che sono nati in un posto diverso da questo, significa creare degli stereotipi negativi, significa discriminare. Ora provate a pensare a quante volte, sfogliando il giornale oppure guardando un servizio televisivo, voi abbiate letto oppure udito qualcuno dire &amp;ldquo;un RUMENO ha violentato&amp;hellip;..&amp;rdquo; &amp;ldquo;un MAROCCHINO ha rubato&amp;hellip;&amp;hellip;&amp;rdquo;, (questi sono solo esempi tra i tanti casi), e molto raramente dire &amp;ldquo;un ITALIANO&amp;hellip;..&amp;rdquo;, avrete sentito dire &amp;ldquo;è stato commesso un furto&amp;ldquo;, ma raramente avrete sentito specificata la nazionalità del criminale se esso appartiene ad una certa area geografica, questo perché? Semplice, le persone sono portate ad addossare a qualcosa o qualcuno di diverso e di lontano elementi negativi, che andrebbero altrimenti ad alterare quell&amp;rsquo;apparente perfezione che le circonda, e che rende tutto quello in cui credono così cristallino e giusto (le persone in sostanza hanno paura del diverso). Così agendo tuttavia, si arriva ad identificare dati negativi con un particolare gruppo ristretto di persone, per esempio è noto che nell&amp;rsquo;immaginario collettivo odierno, quando si pensa ad un violentatore, si pensa subito ad un rumeno, un marocchino, ma difficilmente si associa qual crimine ad un francese o ad uno svedese, siamo noi stessi a creare gli stereotipi di cui tanto abbiamo timore. Non è quindi affatto giusto specificare la provenienza di un individuo solo in certi casi, quando &amp;ldquo;fa comodo&amp;rdquo;, o lo si fa per tutti o per nessuno, le persone non si possono classificare per provenienza o comunque secondo dati su cui non possono influire, le persone si giudicano per quello che sono e per le proprie azioni. Il giornalista ha il DOVERE morale e professionale di dare conto dei fatti, non di giudicarli, egli fornisce solo i dati, che gli altri interpretano e che permettono loro, ragionando, di arrivare ad una opinione, condizionare il modo di pensare degli altri, portandoli a credere a qualcosa di falso o vero solo in parte, è sbagliato ed è soprattutto ingiusto nei confronti di chi, magari in fuga da una guerra o dalla fame, approda nei nostri moli, solo per essere trattato come un animale mediatico, un capro espiatorio contro cui indirizzare tutta la rabbia dei cittadini. Il giornalista può anche dare la propria opinione riguardo un accadimento, ma solo dopo aver dato l&amp;rsquo;immagine più neutrale possibile di quanto accaduto, non si deve far passare un&amp;rsquo; opinione per cronaca.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;di Mattia Bertolani, Istituto Moro Reggio Emilia&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 17 Apr 2013 08:07:25 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Workshop Parole Sporche</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;Il percorso del Viaggio della Memoria non si conclude mai al ritorno dal luogo visitato, ma ogni anno prosegue con momenti di elaborazione dell&amp;rsquo;esperienza, in cui le ragazze e i ragazzi si impegnano in progetti di riflessione su quanto toccato con mano.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nel 2013 i laboratori hanno coinvolto esperti di comunicazione e di giornalismo, per riprendere uno temi principali del Viaggio a Praga, quello della propaganda.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gianluca Bellocchi, Samuele Ferretti, Sabrina Pellacini e Luca Storchi della 4&amp;deg; B del Moro hanno scritto una breve &lt;a href=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/news/2013/04/razzismo-e-stereotipo&quot;&gt;riflessione su &amp;ldquo;Razzismo e stereotipo&amp;rdquo;&lt;/a&gt;, in cui si chiedono se sia possibile correggere i tanti stereotipi, razziali ma non solo, presenti nella comunicazione quotidiana, ed anche in quella giornalistica.&lt;/p&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p&gt;Due dei momenti principali hanno visto coinvolti quattro giornalisti, impegnati con alcune decine di ragazzi che in precedenza hanno visitato Praga. Giovedì 4 aprile, Andrea Mastrangelo, caporedattore della Gazzetta, e Lorenzo Guadagnucci del Quotidiano Nazionale hanno incontrato gli studenti del Liceo Moro, in città. Lunedì 8 aprile, è toccato a Carlo Gubitosa, impegnato nel giornalismo etico, e a Manuela Catellani di Telereggio lavorare con le ragazze ed i ragazzi del Cattaneo di Castelnovo Monti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il 4 aprile a Reggio Mastrangelo è intervenuto assieme a Lorenzo Guadagnucci, giornalista diventato celebre suo malgrado nel 2001, al G8 di Genova, dove venne catturato e ferito pesantemente dalla polizia all&amp;rsquo;interno della scuola Diaz. Guadagnucci è uno dei fondatori del gruppo &amp;ldquo;Giornalisti contro il razzismo&amp;rdquo;, che lavora perché nel mondo della stampa italiana vengano rispettati i valori di eguaglianza, invece spesso &amp;ldquo;trascurati&amp;rdquo; già a partire dall&amp;rsquo;uso delle parole scelte per raccontare i fatti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nella prima parte dell&amp;rsquo;incontro Mastrangelo e Guadagnucci hanno parlato del loro lavoro, e ragionato assieme agli studenti sull&amp;rsquo;importanza di una comunicazione improntata su basi solide e valoriali. Nella seconda parte, un gruppo ristretto di ragazzi ha proseguito il laboratorio a contatto con i due giornalisti, realizzando alcuni testi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;È possibile correggere questi stereotipi? La nostra non è una risposta definitiva: basterebbe impegnarsi a conoscere, ascoltare chi ci sta davanti. In fondo il diverso è davvero diverso? E se anche così fosse, sarebbe sbagliato?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Gianluca Bellocchi, Samuele Ferretti, Sabrina Pellacini e Luca Storchi della 4&amp;deg; B del Moro hanno scritto una breve riflessione su &amp;ldquo;Razzismo e stereotipo&amp;rdquo;, in cui si chiedono se sia possibile correggere i tanti stereotipi, razziali ma non solo, presenti nella comunicazione quotidiana, ed anche in quella giornalistica.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il secondo laboratorio giornalistico è andato in scena in montagna, a Castelnovo Monti, con protagonisti Manuela Catellani di Telereggio e Carlo Gubitosa, altro fondatore del gruppo dei &amp;ldquo;Giornalisti contro il razzismo&amp;rdquo;. Anche qui, la mattinata si è divisa in due. Nella prima parte, Gubitosa e Catellani hanno parlato di fronte ad un centinaio di reduci dal Viaggio, portando tanti esempi di comunicazione distorta o vittima di stereotipi, raccontando la loro esperienza quotidiana, incidenti di percorso compresi, e rispondendo alle decine di domande fatte dai ragazzi. Nella seconda parte, una quindicina di studenti si sono fermati e, diviso in ulteriori piccoli gruppi, hanno realizzato alcuni testi ed alcune riflessioni assieme ai due &amp;ldquo;relatori&amp;rdquo;, in un caso partendo da dati statistici sul nostro territorio.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In entrambe le giornate, il coinvolgimento è stato alto, sia nella parte frontale, con tanti quesiti, sia nei laboratori veri e propri, dove l&amp;rsquo;interazione fra studenti e giornalisti è ulteriormente aumentata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/andrea_mastrangelo_e_lorenzo_guadagnucci_2.jpg&quot; width=&quot;1280&quot; height=&quot;960&quot; alt=&quot;Seminario al Moro con Mastrangelo e Guadagnucci&quot; title=&quot;Seminario con gli studenti del Moro e con Andrea Mastrangelo e Lorenzo Guadagnucci&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field-item odd&quot;&gt;&lt;img typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/seminario_gubitosa_catellani_cattaneo_4.jpg&quot; width=&quot;1280&quot; height=&quot;960&quot; alt=&quot;Seminario al Cattaneo con Carlo Gubitosa e Manuela Catellani&quot; title=&quot;Seminario con gli studenti del Cattaneo con Carlo Gubitosa e Manuela Catellani&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 10 Apr 2013 11:09:30 +0000</pubDate>
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