<?xml version="1.0" encoding="utf-8" ?><rss version="2.0" xml:base="http://www.ilfuturononsicancella.it/taxonomy/term/50/all" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:foaf="http://xmlns.com/foaf/0.1/" xmlns:og="http://ogp.me/ns#" xmlns:rdfs="http://www.w3.org/2000/01/rdf-schema#" xmlns:sioc="http://rdfs.org/sioc/ns#" xmlns:sioct="http://rdfs.org/sioc/types#" xmlns:skos="http://www.w3.org/2004/02/skos/core#" xmlns:xsd="http://www.w3.org/2001/XMLSchema#">
  <channel>
    <title>28 febbraio</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/taxonomy/term/50/all</link>
    <description></description>
    <language>en</language>
          <item>
    <title>Sulle tracce dell&#039;operazione Anthropoid</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/archivio/diario/28-febbraio/sulle-tracce-delloperazione-anthropoid</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Valeria Zini, professoressa del Liceo Ariosto Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;17 giugno 1942: la chiesa dei santi Cirillo e Metodio nella città vecchia, luogo di culto cattolico da pochi anni concesso al rito ortodosso, è sede della più gigantesca opera di &amp;ldquo;polizia&amp;rdquo; della storia. Un commando nazista costituito da centinaia di uomini addestrati ad uccidere è inviato a &amp;ldquo;stanare&amp;rdquo; ed eliminare i sette soldati cechi che hanno portato a segno l&amp;#39;attentato contro Heydrich. Otto ore di sparatorie non sono sufficienti a raggiungere l&amp;#39;obiettivo: la missione di morte si conclude soltanto con l&amp;#39;intervento dei pompieri che allagano la cripta dove ancora non si arrendono gli ultimi due resistenti. A piegare Praga non erano bastate nemmeno le operazioni di distruzione totale a cui i nazisti avevano proceduto nelle settimane precedenti, come a Lidice, interamente rasa al suolo, dove non solo uomini, bambini, vecchi, ma anche case, animali, persino tombe, erano stati vittime, prede, oggetti di scempio. In contrasto con le misure di segretezza, mistificazione, copertura a cui la pratica abituale dello sterminio nazista si ispirava, e di cui abbiamo visto a Terezin l&amp;#39;esempio più impressionante, la rappresaglia organizzata per l&amp;#39;operazione Anthropoid si è dispiegata nelle forme più manifeste e clamorose, fino ad assumere i caratteri di un vero e proprio teatro di sangue, destinato a fungere da &amp;ldquo;insegnamento&amp;rdquo; e da minaccia per la popolazione. Emerge qui un altro aspetto della propaganda: l&amp;#39;attivazione costante del terrore per indurre obbedienza, paura, senso di ineluttabilità.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Giustizia punitiva intesa come feroce spettacolo di morte.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;21 giugno 1621: nella piazza della Città vecchia è eretto un palco dei supplizi. Al centro sta un ceppo e, piantato davanti, un alto crocifisso. La giornata è stata inaugurata all&amp;#39;alba dai cannoni del castello, e per tutta la mattina i tamburi hanno rullato, le trombe squillato. Sotto la spada-mannaia del boia cadono 24 teste, a cui seguono 3 impiccagioni. Si tratta di cittadini cechi di diversa origine ( nobili, cavalieri, borghesi), accomunati dalla volontà di difendere la loro fede evangelica contro la restaurazione del cattolicesimo come unica religione imposta dagli Asburgo. L&amp;#39;esecuzione dura più di quattro ore. 12 teste di suppliziati vengono esposte sul cornicione della torre, dove resteranno appese come macabro monito per anni.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La volontà di distruzione e annientamento del potere è costante: si devono mostrare i teschi dei ribelli &amp;ldquo;puniti&amp;rdquo; o cancellare ogni traccia di vite e di luoghi, secondo la logica della &amp;ldquo;damnatio memoriae&amp;rdquo;. Ma il nome di Lidice è rimasto nella storia: scritto sui carri armati sovietici, sugli aerei dell&amp;#39;aviazione americana, assegnato come nome proprio a bambine nate in sud-America. La testimonianza della libertà può sopravvivere alla brutalità della violenza.&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 28 Feb 2013 19:49:17 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">149 at http://www.ilfuturononsicancella.it</guid>
  </item>
  <item>
    <title>Il ricordo nei loro occhi   </title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/archivio/diario/28-febbraio/il-ricordo-nei-loro-occhi</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Beatrice Ferrari, 5E Istituto Zanelli Reggio Emilia  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;img class=&quot;adaptive-image&quot; typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/styles/node-responsive/adaptive-image/public/catedrale_staromestska.jpg?itok=rCpy8uPF&quot; alt=&quot;Piazza Staromestska&quot; title=&quot;Praga, Staromestske namesti di notte&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field-item odd&quot;&gt;&lt;img class=&quot;adaptive-image&quot; typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/styles/node-responsive/adaptive-image/public/monumento_palach.jpg?itok=01adhHrP&quot; alt=&quot;Lapide dedicato a Jan Palach&quot; title=&quot;Lapida per Jan Palach, che si é suicidato per protesta contro la repressione del movimento chiamato Primavera di Praga&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;Nei giorni scorsi, nella città praghese, abbiamo potuto vedere con i nostri occhi non solo la gente, i monumenti, i locali ma, in modo particolare, il ricordo negli occhi delle persone che ci hanno accompagnato nelle visite.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ed è l&amp;#39;amarezza ciò che rimane più impresso, ciò che lascia l&amp;#39;amaro in bocca: il tradimento di Francia e Inghilterra nel 1939 è un punto focale per comprendere appieno cosa hanno realmente provato e vissuto sulle loro pelli, lo sdegno che portano ancora oggi e che li accompagnerà per sempre perché venne violata la loro libertà e la loro indipendenza.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il ricordo di quanto accaduto, non solo in occasione del 1939, ma anche durante la successiva &amp;quot;Primavera di Praga&amp;quot;, è un ricordo vivido nelle menti non solo delle guide ma anche nelle persone comuni, che ricordano con dolore ed orgoglio, per certi versi, tutti coloro che sono morti per rendere il loro paese libero come un tempo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi, la mia classe ed io, abbiamo potuto conoscere la storia della Primavera di Praga, e ciò che più ci ha incuriositi è come ha vissuto, la guida che ci ha accompagnati,il fatto di passare da un regime comunista, senza possibilità di vivere realmente, alla più completa libertà ed indipendenza.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Lei ci ha risposto con semplicità: &amp;quot;non è libertà quando devi chiedere il permesso per uscire dal paese&amp;quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Domani ci aspetta la visita a Terezin e la stiamo vivendo con una sorta di attesa, per capire e vedere con i nostri occhi come era possibile che l&amp;#39;umanità dell&amp;#39;uomo potesse essere distrutta in luoghi simili e con così tanta crudeltà e semplicità.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sappiamo già dal principio che alcuni rimarranno commossi, altri la vivranno in maniera differente ed altri ancora terranno le emozioni dentro di loro eppure tutti saremo sdegnati e vicini a coloro che hanno perso la vita in quei luoghi. Perché non è possibile dimenticare che l&amp;#39;uomo è prima di tutto una persona, non un animale, e il diritto alla vita non può essere tolto.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Terezin sarà di grande impatto per tutti noi, ci lascerà un qualcosa e ci segnerà per molto tempo, ricordandoci sempre che l&amp;#39;uomo può compiere gesti atroci se strumentalizzato da persone più forti.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;#39;uomo ha una mente, però: è bene che la usi con saggezza affinché non accadano più eventi simili. &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 28 Feb 2013 18:52:25 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">148 at http://www.ilfuturononsicancella.it</guid>
  </item>
  <item>
    <title>Sfogavano il loro sadismo piu&#039; nascosto</title>
    <link>http://www.ilfuturononsicancella.it/archivio/diario/28-febbraio/sfogavano-il-loro-sadismo-piu-nascosto</link>
    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Fabio Galimberti, 4D Liceo Spallanzani Reggio Emilia&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;Ho partecipato già un&amp;#39;altra volta ad una visita di un campo, Dachau, al tempo ero in terza media. Non dico di aver avuto tutta questa maturazione psicologica, ma posso certamente affermare che rispetto a quattro anni fa potrei riflettere meglio su quello che significa visitare un campo di concentramento, che nel caso di questo nostro Viaggio della Memoria è Terezin. Sconvolgente è quello che ci hanno illustrato già dalle prime lezioni a scuola, ovvero che questo campo fu utilizzato dal regime nazista come &amp;quot;prova&amp;quot; visibile di vita serena degli internati agli occhi dapprima della Croce Rossa e poi del mondo intero; purtroppo ciò che veniva mostrato e ostentato nei film propagandistici degli anni Quaranta non apparteneva per niente alla realtà effettiva, ma al contrario tutti coloro che sfortunatamente vi erano rinchiusi vivevano di stenti, di fatiche atroci e di soprusi. Proprio come in tutti gli altri campi, qualcuno potrebbe affermare. Certo, forse proprio come in tutti gli altri campi, ma vorrei riportare un&amp;#39;altra cosa di cui hanno parlato proprio oggi durante la visita e che mi ha lasciato molto amareggiato: il gusto sadico delle guardie naziste di Terezin, in particolare del comandante del campo. Ad esempio, quando per posta arrivavano al campo piccoli oggetti che dovevano essere consegnati agli internati, come sigarette, sapone, fiammiferi, i soldati e il comandante in prima persona servivano per pranzo ai destinatari zuppa piena di questi oggetti e nonostante tutto veniva comunque consumata, per la tremenda fame che attanagliava le viscere dei rinchiusi, naturalmente. Impressionante. Non posso pensare a qualcosa di peggiore che prendersi gioco di quelle persone già ridotte non solo alla fame, ma a vivere di stenti e di espedienti. E invece, proprio quando sembra che questa potesse essere stata l&amp;#39;unica beffa dei nazisti, ci viene spiegato che agli ebrei rinchiusi era stato ordinato di costruire una piscina per le SS che vivevano vicino al campo con le famiglie e che, una volta terminata, erano costretti a sfilare davanti a queste &amp;quot;normali&amp;quot; famiglie tedesche durante i loro momenti di svago in piscina mentre venivano portati sul posto di lavoro o sul patibolo. Ho sempre pensato che i nazisti fossero dei freddi calcolatori, imperterriti soldati, spietati nel momento in cui dovevano far rispettare le loro folli leggi del lager. E invece cosa scopro proprio oggi, proprio nel luogo che fu eterna tomba di migliaia di persone? Che si prendevano gioco di quelle persone che avevano condannato alla tortura eterna, che si divertivano a vedere soffrire ancora di più quegli uomini a cui avevano strappato vita, famiglia e dignità, che sfogavano il loro sadismo più nascosto sui deboli, su coloro che oramai non potevano più difendersi, persa ogni forza a causa del durissimo regime del campo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ciò che ho scritto, per quanto scontato possa sembrare, è ciò che ho pensato durante la visita al campo di Terezin di oggi, 28 Febbraio 2013, pieno di dolore pensando alle persone che dovevano patire questi soprusi, pieno di rabbia pensando ai folli che le tenevano al giogo come bestie. Ma chi erano davvero le bestie? Coloro che seguivano ciecamente le parole dissennate di un carnefice, privi di qualsiasi compassione, privi di qualsiasi rammarico, privi di qualsiasi sentimento umano, o coloro che ridotti a un mucchio di stracci e ossa, deboli come bambini, avevano ancora un cuore pulsante e un filo di forza che ancora li teneva appesi alla speranza di un futuro di libertà?&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 28 Feb 2013 17:30:52 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
 <guid isPermaLink="false">147 at http://www.ilfuturononsicancella.it</guid>
  </item>
  </channel>
</rss>
