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    <title>20 febbraio</title>
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    <title>Il fiore Memoria</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Studentessa dell&amp;#039;Istituto Russell di Guastalla&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;img class=&quot;adaptive-image&quot; typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/styles/node-responsive/adaptive-image/public/fiore_monum_grande_terezin.jpg?itok=BfGPWw3U&quot; alt=&quot;Monumento cimitero Terezin&quot; title=&quot;Sul cimitero per le vittime ebree del Ghetto di Teresienstadt / Terezin&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field-item odd&quot;&gt;&lt;img class=&quot;adaptive-image&quot; typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/styles/node-responsive/adaptive-image/public/bus_14.jpg?itok=zUUlJhe6&quot; alt=&quot;Pullman 14&quot; title=&quot;Il bus 14 del Viaggio della Memoria 2013&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;img class=&quot;adaptive-image&quot; typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/styles/node-responsive/adaptive-image/public/terezin_citta.jpg?itok=XTQ7URdV&quot; alt=&quot;Fortezza grande -Ghetto di Terezin&quot; title=&quot;Fortezza grande - Il Ghetto di Teresienstadt / Terezin&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;Oggi la tanto attesa visita a Terenzin, città-fortezza trasformata in campo di concetramento negli anni &amp;#39;41-&amp;#39;42 del secolo scorso. E&amp;#39; stata una bella vista, particolare. Non ci sono immagini forti, resti di camere a gas o immense campagne circondate da filo spinato. Terezin e&amp;#39; una cittadina tutt&amp;#39;ora abitata, fondata alla fine del XVIII sec dall&amp;#39;imperatote GiuseppeII d&amp;#39;Austria. Durante la seconda guerra mondiale viene scelta dai nazisti come centro di smistamento in cui deportarono migliaia di ebrei. La Croce Rossa internazionale, però, durante un&amp;rsquo;unica vista guidata della fortezza fu ingannata e non riuscì a scorgere gli orrori di quel luogo. Terezin era sovraffollata, le condizini igieniche precarie e gli ebrei ghettizzati impiegati in lavori utili al funzionamento di questo grande centro di detenzione. Tutte le attività di culto erano vietate, cosi come l&amp;rsquo;insegnamento della scrittura e della cultura ebraica. Restava, però, la possibilità per i bambini di impiegare il loro tempo cantando e disegnando. Vennero composti brani musicali, rappresentate storie e improvvisate &amp;quot;commedie&amp;quot;..é proprio questa una delle cose che mi ha colpito maggiormente: Terezin cercava in ogni modo di rimanere una citta&amp;#39; viva, di sopportare dignitosamente le ferite e le violenze riservate agli ebrei dell&amp;#39;epoca senza rinunciare a quelle forme di arte che contribuiscono a rendere più sopportabile la vita. Giorno dopo giorno. Così in uno dei musei della citta` sono raccolti diversi disegni di bambini e ragazzi ritrovati ed esposti alla fine delle guerra. Ognuno colpisce per la sua originalità e per la grande semplicità. Sono forme di espressione autentiche, spontanee e di facile comprensione. I disegni parlano da soli attraverso colori, sfumature e soggetti rappresentati. Un paio di questi mi sono rimasti impressi nella memoria. Un bimbo di 11 anni capace di trasmettere la sua angoscia con poche righe e un po&amp;#39; di colore: due alberi spogli, neri..su fondo bianco. Accanto l&amp;#39;opera di un altro ragazzo della stessa età...la fortezza di Terezin vista da fuori,probabilmente un ricordo dell&amp;#39;arrivo nel ghetto. Sempre colore nero, linee spesse e marcate. Questi sono solo un paio di storie. Ma su quella parete i disegni erano tantissimi. Una risposta forte al video di propaganda nazista. Un&amp;#39;immortale testimonanza. Ecco...potendo sarei tornata proprio in quel museo a posizionare il mio garofano bianco. L&amp;#39;avrei appoggiato contro quella parete, sotto alla poesia di Frantisek Bass (scritta durante la permanenza a Terezin) che termina cosi:&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;quot;quando il bocciolo si aprirà&amp;nbsp;&lt;br /&gt;il&amp;nbsp; bambino non ci sarà&amp;quot;.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poco dopo venne deportato. Non riuscì a salvarsi. Ho dedicato a lui il mio garofano...e a tutti i ragazzi testimoni di quell&amp;#39; inutile violenza. Il fiore oggi è sbocciato. Si chiama Memoria.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 21 Feb 2013 23:05:22 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>Ricordare onde evitare</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Emanuele Rigone e Alex Montanari, 4°T Russell Guastalla&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;img class=&quot;adaptive-image&quot; typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/styles/node-responsive/adaptive-image/public/img_1733.jpg?itok=y6FeOVP4&quot; alt=&quot;Celle Fortezza Piccola&quot; title=&quot;Celle nella Fortezza Piccola di Terezin&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;Le vittime dei campi erano persone, a cui la sottrazione di ogni cosa, compresa la dignità, trasformò in non-persone, ombre di loro stesse,&amp;nbsp;ma che ricordavano ancora cosa si prova ad essere persone; tuttavia, la paura di soffrire ulteriormente e di non&amp;nbsp;sopravvivere le fece rinnegare anche questo ricordo, nella paradossale e vana speranza di tornare un giorno a essere&amp;nbsp;persone.&lt;/p&gt;&lt;div&gt;E&amp;rsquo; fondamentale ricordare le vite sprecate dalla follia nazi-fascista, e&amp;nbsp;i luoghi&amp;nbsp;in cui tale scempio venne compiuto, onde evitare che persone senza scrupoli si ispirino a questi avvenimenti e cerchino di condizionare la vita e la libertà altrui.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Thu, 21 Feb 2013 13:51:23 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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    <title>L&#039;operazione Anthropoid</title>
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    <description>&lt;div class=&quot;field field-name-field-autorin field-type-text field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;Giulia Giordano - Radio Rumore&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-field-bild field-type-image field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot;&gt;&lt;img class=&quot;adaptive-image&quot; typeof=&quot;foaf:Image&quot; src=&quot;http://www.ilfuturononsicancella.it/sites/ilfuturononsicancella.it/files/styles/node-responsive/adaptive-image/public/obiettivo_mercedes_nera.jpg?itok=Vd8K0J2r&quot; alt=&quot;Copertina libro di Ivanov&quot; title=&quot;Copertina del libro di Ivanov sull&amp;#039;attacco a Heydrich&quot; /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-items&quot;&gt;&lt;div class=&quot;field-item even&quot; property=&quot;content:encoded&quot;&gt; &lt;p&gt;Capelli biondi, alto, muscoloso, maestro di scherma, amante delle macchine decappottabili e proprietario di un castello; non è la descrizione dell&amp;rsquo;ultimo rampollo apparso sulle copertine dei giornali scandalistici. Sto parlando di&amp;nbsp;Reinhard Heydrich, il numero due delle SS.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Quest&amp;rsquo;uomo era talmente convinto dell&amp;rsquo;inferiorità dei cechi da preferire un chirurgo senza occhiali, però tedesco. Gioco di parole a parte, facciamo un passo indietro. Nel 1941 Hitler mandò Heydrich a Praga per imporre il suo pugno duro sulla popolazione, a suo avviso, troppo libera.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il gerarca nazista non piaceva ai ai praghesi anzi li intimoriva, e lo stesso vale per Londra, dove aveva sede il governo cecoslovacco in esilio. Per questo, da Londra vennero organizzati diversi piani per attaccare Heydrich e il 27 maggio del 1942 venne attuata l&amp;rsquo;operazione Anthropoid (letteralmente distruggere ciò che è umano).&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Sono le 10.30 del mattino e Jan Kubis e Jozef Gabcik attendono la loro vittima che, come ogni mattina avrebbe raggiunto il suo ufficio passando per quella che oggi si chiama proprio &amp;ldquo;curva di Heydrich&amp;rdquo;. Arriva il segnale e Gabcik non spara: si è inceppato il mitragliatore. A quel punto entrano in scena le bombe a mano di Kubis che riesce a procurare al &amp;ldquo;Boia di Praga&amp;rdquo; un&amp;rsquo;infezione che si rivelerà mortale solo dopo sei giorni dall&amp;rsquo;attacco dei resistenti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;ottusità del numero due delle SS, come dicevo, era tale per cui, seppure l&amp;rsquo;operazione Anthropoid fosse avvenuta proprio di fronte ad un ospedale ceco, il generale non voleva farsi operare da mani impure e cercò di far arrivare all&amp;rsquo;ospedale un chirurgo tedesco che, si dimenticò gli occhiali.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Poco importa, è sotto gli sguardi attenti dei seguaci di Heydrich e di fare conoscere il suo handicap non se ne parla, che fare? Opererà comunque, costringendo poi i medici cechi a sistemare comunque il lavoro frettoloso del chirurgo tedesco. Tragicomiche? Si, dico io! Non c&amp;rsquo;è niente di più ridicolo e impacciato di un comandante delle SS in una decappottabile nera.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description>
     <pubDate>Wed, 20 Feb 2013 20:12:56 +0000</pubDate>
 <dc:creator>viaggio della memoria</dc:creator>
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