Il viaggio

Tema di Giulia Casoni

12.04.2013 

Tema di Italiano e Storia di Giulia Casoni II C


‘’NON è SOLTANTO PERMESSO, MA ANCHE EQUO E GIUSTO UCCIDERE I TIRANNI ... CHE, IN QUANTO IMMAGINI DI MALVAGITÁ, IL PIỨ DELLE VOLTE VANNO ADDIRITTURA UCCISI.’’Afferma il religioso medievale Giovanni da Salisbury nel ‘’Policraticus’’ del 1159. In linea di principio, non condivido affatto questa opinione. Ritengo che ognuno, tiranno o comune cittadino, per quanto sia stato crudele e nonostante tutto il male da esso provocato abbia il diritto, in quanto essere umano, a un giusto processo tenuto da persone competenti e di non essere perciò ucciso dalla bestiale ferocia di uomini che in questo modo non si dimostrano tali. Tuttavia, tornata da poco dal Viaggio della Memoria svoltosi tra Praga e Terezin, ho riflettuto più volte su questa mia posizione perché ho avuto modo di conoscere e di vedere coi miei occhi una minima parte della colossale e tremenda malvagità dei ‘’tiranni’’ nazisti. Mi sono chiesta se uccidere un ‘’macellaio di uomini’’ sia così bestiale.

‘’è CERTO CHE L’UMANITÁ INTERA SAREBBE BEN POCO AL SICURO SE NON VI FOSSE GIUSTIZIA CAPACE DI RAGGIUNGERE LE GRANDI CATTIVERIE.’’Scrive Sexby nel 1657 nel ‘’Killing noe murder’’. Sento, oggi, di poter condividere questa frase, avendo in particolare avuto l’occasione di conoscere la vicenda di Heydrich. Rainhard Heydrich: classe 1904, generale SS e collaboratore di Himmler, inviato da Hitler nel 1941 a Praga ( nella Cecoslovacchia che, già dal patto di Monaco del 1938 stretto tra i leaders tedesco, italiano, inglese e francese, era stata nel Marzo 1939 invasa dai nazisti ) come Governatore del Protettorato di Boemia e Moravia, aveva l’incarico di controllare che il popolo ceco non organizzasse rivolte contro il regime; compito svolto così egregiamente e, purtroppo, sanguinariamente, che gli valse l’appellativo di ‘’BOIA di PRAGA’’. Nel caso in cui ciò non basti a descrivere il tipo di persona di cui si tratta, mi sembra opportuno aggiungere che nella riunione tenutasi il 20 Gennaio 1942 nella Villa del Wannsee fu lui che pianificò e illustrò la tristemente famosa ‘’soluzione finale’’. Era necessario prendere provvedimenti. Il leader ceco Benes ( in esilio a Londra ), gli inglesi e la resistenza nazionale ceca optarono per un attentato diretto alla vita del Boia SS. Il 28 Dicembre 1941 furono paracadutati a Praga i tre gruppi ( ANTHROPOID e SILVER A ) di cechi addestrati a tale impresa.

‘’CHIUNQUE NON AGISCA CONTRO DI LUI TRADISCE SE STESSO.’’ ( G. di Salisbury ) Benes, nonostante avesse ricevuto il messaggio in cui gli veniva richiesto dalla resistenza ceca di fermare l’operazione per evitare rappresaglie, non diede l’ordine di interrompere l’attentato.

‘’NESSUNO VENDICHERÁ UN NEMICO DEL PUBBLICO.’’ ( G. di Salisbury ) Falso. Al segnale dato dal riflesso di uno specchio complice, il 27 Maggio 1942 ( benché i paracadutisti ne fossero ignari, era l’ultimo giorno utile per attuare il piano ) Gabcik tenta di sparare ad Heydrich che esce in auto da una curva, ma il mitra non spara. Kubis lancia sotto il veicolo nazista una bomba a mano che ferisce l’obiettivo, il quale tuttavia morirà solo il 4 Giugno in un ospedale poco distante dal luogo dell’attentato a causa di un’infezione. Le rappresaglie naziste furono spaventose: basti pensare alla loro disumanità nel radere al suolo un’intera città, Lidice, nella convinzione ( erronea ) che uno degli attentatori fosse di quel posto.

‘’CHI VUOLE METTERSI AL RIPARO DA OGNI MANO, SAPPIA CHE NON PUÓ METTERSI AL RIPARO DA TUTTE.’’ ( Sexby ) Tristemente vero. I paracadutisti uccisori di Heydrich trovarono rifugio nella catacomba della chiesa ortodossa dei santi Cirillo e Metodio, ma una voce traditrice, nel coro cittadino praghese che unanimamente li copriva, riferì ai tedeschi il loro nascondiglio. Vennero scovati il 18 Giugno, i pochi di loro che non morirono sotto gli spari nazisti si tolsero la vita pur di non essere presi vivi. Mi chiedo se un uomo come Heydrich valesse davvero le vite di migliaia di uomini, di donne, di bambini,civili fucilati, innocenti deportati, una città scomparsa, tanto dolore e tanta sofferenza.

‘’CHI VA ARMATO CONTRO TUTTI GLI UOMINI ARMA TUTTI GLI UOMINI CONTRO DI SE’. ‘’ ( Sexby ) Sono giunta alla conclusione che forse ne valesse davvero la pena; Heydrich vivo avrebbe potuto facilmente, magari anche volentieri, provocare ancora più dolore di quello che ha causato una volta morto. Sono certa che un gesto come quello dei paracadutisti cechi abbia incoraggiato e unito tutta l’Europa sottomessa contro il totalitarismo nazista, che una tale dimostrazione di coraggio e di amor di patria abbia risvegliato negli uomini ormai rassegnati il desiderio remoto di libertà. Tutta Praga ha difeso coloro che si erano armati contro l’oppressore e invasore nazista. ‘’La legge della strada di Praga’’ sconfisse in quel giorno la legge nazista. Il prezzo fu indubbiamente spropositato, ma fu grande altrettanto la speranza portata alla Cecoslovacchia di un domani più sereno e soprattutto, più libero. Davanti a un tiranno assassino come Heydrich e a tutti i suoi colleghi nazisti, è difficile non giustificare il comportamento, spietato se vogliamo, dei loro assassini. Secondo me, l’attentato non servì solo a colpire uno dei membri più alti della gerarchia nazista, ma anche a rendere evidente a tutti che si poteva ancora fare qualcosa, che si poteva ancora resistere all’occupazione, che il popolo unito riusciva ancora a mettere in seria difficoltà la superpotenza tedesca e che, soprattutto, c’era ancora speranza.