Il viaggio

Il fiore Memoria

22.02.2013 |
Studentessa dell'Istituto Russell di Guastalla

Oggi la tanto attesa visita a Terenzin, città-fortezza trasformata in campo di concetramento negli anni '41-'42 del secolo scorso. E' stata una bella vista, particolare. Non ci sono immagini forti, resti di camere a gas o immense campagne circondate da filo spinato. Terezin e' una cittadina tutt'ora abitata, fondata alla fine del XVIII sec dall'imperatote GiuseppeII d'Austria. Durante la seconda guerra mondiale viene scelta dai nazisti come centro di smistamento in cui deportarono migliaia di ebrei. La Croce Rossa internazionale, però, durante un’unica vista guidata della fortezza fu ingannata e non riuscì a scorgere gli orrori di quel luogo. Terezin era sovraffollata, le condizini igieniche precarie e gli ebrei ghettizzati impiegati in lavori utili al funzionamento di questo grande centro di detenzione. Tutte le attività di culto erano vietate, cosi come l’insegnamento della scrittura e della cultura ebraica. Restava, però, la possibilità per i bambini di impiegare il loro tempo cantando e disegnando. Vennero composti brani musicali, rappresentate storie e improvvisate "commedie"..é proprio questa una delle cose che mi ha colpito maggiormente: Terezin cercava in ogni modo di rimanere una citta' viva, di sopportare dignitosamente le ferite e le violenze riservate agli ebrei dell'epoca senza rinunciare a quelle forme di arte che contribuiscono a rendere più sopportabile la vita. Giorno dopo giorno. Così in uno dei musei della citta` sono raccolti diversi disegni di bambini e ragazzi ritrovati ed esposti alla fine delle guerra. Ognuno colpisce per la sua originalità e per la grande semplicità. Sono forme di espressione autentiche, spontanee e di facile comprensione. I disegni parlano da soli attraverso colori, sfumature e soggetti rappresentati. Un paio di questi mi sono rimasti impressi nella memoria. Un bimbo di 11 anni capace di trasmettere la sua angoscia con poche righe e un po' di colore: due alberi spogli, neri..su fondo bianco. Accanto l'opera di un altro ragazzo della stessa età...la fortezza di Terezin vista da fuori,probabilmente un ricordo dell'arrivo nel ghetto. Sempre colore nero, linee spesse e marcate. Questi sono solo un paio di storie. Ma su quella parete i disegni erano tantissimi. Una risposta forte al video di propaganda nazista. Un'immortale testimonanza. Ecco...potendo sarei tornata proprio in quel museo a posizionare il mio garofano bianco. L'avrei appoggiato contro quella parete, sotto alla poesia di Frantisek Bass (scritta durante la permanenza a Terezin) che termina cosi: 

"quando il bocciolo si aprirà 
il  bambino non ci sarà". 

Poco dopo venne deportato. Non riuscì a salvarsi. Ho dedicato a lui il mio garofano...e a tutti i ragazzi testimoni di quell' inutile violenza. Il fiore oggi è sbocciato. Si chiama Memoria.

 

  • Monumento cimitero Terezin
    Sul cimitero per le vittime ebree del Ghetto di Teresienstadt / Terezin
  • Pullman 14
    Il bus 14 del Viaggio della Memoria 2013
  • Fortezza grande -Ghetto di Terezin
    Fortezza grande - Il Ghetto di Teresienstadt / Terezin