REGGIO EMILIA - AUSCHWITZ  2015

Diario

Diario di viaggio

Ho pensato alla mia vita

Mi chiamo Yasmine, sono una ragazza di diciassette anni che vive la sua vita liberamente, con i suoi cari, andando a scuola e facendo ciò che si fa nell’età adolescenziale. Spesso alla mia età si dimentica di pensare a quei fatti avvenuti precedentemente, e che, comunque sia, hanno portato all’oggi e ci si pensa solamente nel momento in cui qualcuno arriva a parlarne: sentirlo a scuola, per telegiornale, dai familiari, da associazioni, magari perché è una ricorrenza…

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Troppi zeri

Devo dire che prima di venire qui mi ero preparato al peggio, per quanto sia possibile visto che al peggio pare non ci sia mai fine.Credevo di arrivare preparato alle emozioni che avrei potuto provare, credevo di vedere la rotaia di Birkenau, di passare sotto la scritta "ARBEIT MACHT FREI" Di Auschwitz e di vedere le camere a gas non dico senza tristezza, ma neanche provando quel senso di vuoto allo stomaco che da molti ho sentito dire...

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Libertà

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Presenze eccezionali

Whoever saves one life, saves the world entire  (Talmud)Chiunque salvi una vita salva il mondo intero e quei bambini quasi ignari di quel che gli succedeva intorno, ora sono presenze eccezionali che ci aiutano continuamente a non dimenticare.

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Il degrado dell'umanità

Questo viaggio ci ha portati in una realtà impensabile, inimmaginabile: mentre camminavamo fra le rovine di Birkenau non riuscivamo a credere che proprio lì pochi anni fa si sia raggiunto il degrado dell’umanità.E’ difficile riuscire per noi giovani pensarlo, specialmente oggi, dato che i media ci bombardano continuamente con realtà false e vuote, spesso distraendoci da ciò che realmente è la storia passata, cioè le nostre origini.

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Tadeusz Pankiewicz: una medicina contro il nazismo

In cosa consiste, esattamente, il mestiere del farmacista?Di solito dispensa consigli ai propri pazienti, cerca di confortarli nei loro dolori, consiglia loro le cure più appropriate, ma con il signor Tadeusz Pankiewicz, proprietario della "Farmacia sotto l'aquila", a Cracovia, ai tempi dell' occupazione nazista, ci troviamo costretti a concepire una definizione più ampia e profonda di "mestiere".

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Il libro dei nomi

La cosa che mi ha colpito di più è la grandezza di questo LIBRONE sul quale sono scritti numerosissimi nomi delle persone morte nel campo di sterminio di Aushwitz.I parenti grazie a questo hanno potuto finalmente ritrovare i loro cari e sapere qual è stato il loro destino.Uno non riesce ad immaginare quanti siano i nomi che sono stati registrati per indicare le persone che prima c'erano e adesso non ci sono più a causa di persone crudeli ed orgogliose della propria razza.

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Un obercapo e un piper

Auschwitz. Basta un nome per fare capire al male che è disposto un uomo a fare nei confronti di un altro uomo, non siamo diversi ma non siamo nemmeno uguali, ognuno con le proprie caratteristiche e con le proprie radici. Con questa foto voglio raccontare la storia di un obercapo e di un piper. Nel campo di bube un obercapo olandese, un uomo possente e di aspetto potente, rappresentava gli ebrei nel campo. Era un uomo alto più di due metri ma possedeva una bontà indescivibile.

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Slide di foto degli studenti reggiani in viaggio

Tornando nel tardo pomeriggio dalle visite dei luoghi di memoria gli studenti reggiani in viaggio tra Cracovia, Tarnòw e Auschwitz nella hall dell'Albergo Chopin possono vedere la proiezione di alcune delle tantissime foto che ogni giorno si scattano. Eccovi qui la piccola slide-show di giovedì 26 febbraio 2015.

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La tromba che salvò Cracovia vive nei cuori dei polacchi

A rendere suggestivo e multi-sensoriale l'esperienza del Viaggio che ci ha condotto fino a Cracovia è stato un luogo magico che quotidianamente chiama a raccolta centinaia di persone rimaste affascinate da ciò che ad ogni ora accade nella centrale Piazza del Mercato. Trovandoci dinnanzi all'immensità del campanile, abbiamo atteso il fatidico momento in cui è stata intonata la triste e dolce melodia che non solo riuscì a salvare la città dall'arrivo dei Tartari ma che ricorda il sacrificio per la propria patria.

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